L’intervista del Menestrello. Ospite : Rita Stanzione

1) Cara Rita ,vorrei innanzitutto ringraziarti per la partecipazione all’Evento Poetico online bimestrale Novembre – Dicembre 2023 e complimentarmi per il riconoscimento ottenuto . Ti chiedo di presentarti utilizzando al massimo 100 parole.

Sono una persona pacifica, tendenzialmente introversa ma incline all’ascolto. Al chiasso della vita mondana preferisco luoghi e contesti intimistici e contemplativi. Sono curiosa di conoscenza e scoperta, convinta del bisogno di migliorarsi senza mai sentirsi al traguardo. Sono idealista e tendo a fare tanti progetti, ma devo puntualmente abbandonarne una parte (a ogni modo credo che l’avere dei progetti già di per sé rappresenti un’attività positiva e benefica).
Sono docente specialista sulla disabilità, vivo attualmente a Roccapiemonte, in provincia di Salerno. Mi piacciono i viaggi, la botanica, l’arte, la scrittura. Scrivo poesie, haiku, racconti brevi, parti di romanzi collettivi.

2) Quali sono i libri che hai pubblicato?
L’inchiostro è un fermento di macchie in cerca d’asilo (Libreria Editrice Urso, Avola 2012);

Spazio del sognare liquido (Rupe Mutevole, Bedonia 2012);

Versi ri-versi (Carta e Penna, Torino 2012);

Per non sentire freddo (ebook, Gds Diffusione Autori, Vaprio d’Adda 2012);

È a chiazze la mia bella stagione (Libreria Editrice Urso, Avola 2013);

In cerca di noi (UniDiversità, Bologna 2016);


Canti di carta (Fara Editore, Rimini 2017);

Di ogni sfumatura (Libreria Editrice Urso, Avola 2017);


Grammi di ciglia e luminescenze, 60 Haiku (Vitale Edizioni, Sanremo 2017);

Un posto di pietra fedele (UniDiversità, Bologna 2020);

Da quassù (la terra è bellissima) (4 Punte Edizioni, Roma
2021);

Efflorescence – Efflorescenza, duetti poetici (ImmagineArte, Pavia 2022).

Inoltre ho preso parte a due romanzi collettivi: Sognatori di scampoli di tela e I paralleli della giovinezza (Movimento letterario-artistico UniDiversità, Bologna 2019 e 2023).

3) Ogni poeta ha un modo personale di scrivere versi.  Come definiresti la tua poesia?
Scrivo quasi sempre nella forma del verso libero, il più naturale e affine al linguaggio comune, pur distinguendosi da quest’ultimo per l’adozione di un simbolismo proprio. Ho scritto, tuttavia, essendo curiosa di sperimentare, alcuni sonetti, dove metrica e rima rappresentano elementi imprescindibili su cui costruire il testo. Compongo anche haiku, sia tradizionali che moderni. Definirei la mia poesia intimista e talvolta tendenzialmente criptica, da interpretare in prospettive proprie del lettore. La mia scrittura spesso tende a cogliere i dettagli di un evento, di un Oggetto, di uno stato d’animo; da essi viene fuori un “racconto” molto personale, sostenuto da alcune figure
retoriche di vario tipo (di suono, semantiche o sintattiche). Mi piace spaziare nei temi, passando dal puro diletto al messaggio sociale, dalla celebrazione della natura o dell’arte all’esternazione di pulsioni interiori, lasciando anche intersecare immaginazione e realtà. Credo che la poesia debba avere la caratteristica di non finire con l’ultimo verso, ma lasciare al lettore una strada aperta che lo inviti a continuarla.

4) Perché hai deciso di scrivere Poesie e quando hai iniziato?
Ho iniziato ad avere l’intenzione di far conoscere le mie poesie in tempi relativamente recenti, circa 15 anni fa. In precedenza scrivevo versi, pensieri, impressioni, su quaderni simili a diari aperiodici (alcuni purtroppo persi). L’inizio è coinciso con un momento in cui sentivo il bisogno di raccogliere e conservare immagini, nitide e forti dentro me, legate a un ricordo familiare. Poi ho continuato, senza interruzione, variando temi, percorsi, esperienze.

5) Conoscere la tua poesia, ti chiederò di paragonarla ad un colore, ad un animale e ad un piatto della cucina Italiana.  Ti chiedo di motivare la tua scelta 
La mia poesia potrebbe essere di colore viola, colore che io abbinerei al mistero, al “rigo bianco” lasciato all’immaginazione.
È come il gatto, che predilige (e riesce a vedere chiaramente) il buio, a cui aggiungo il silenzio, condizione che mi consente di sentire più chiaramente me stessa nei versi che compongo.
In cucina potrei paragonare la mia poesia alle polpettine in agrodolce, un piatto siciliano non complesso, ma che unisce gusti molto differenti dando origine a un risultato particolare.

6) Il Poeta è un promotore culturale.  Qual e il tuo ruolo nel mondo poetico di oggi?
Sono socia (e scrittrice) del Movimento letterario-artistico internazionale UniDiversità, che diffonde in più Paesi (in 2 continenti) arte e scrittura, sia con la rivista tematica bimestrale Quaderni che tramite “Collezioni” di poesia, prosa, arte. Faccio anche parte dell’Associazione culturale Poesie Metropolitane di Napoli, un’associazione no profit, nata nel 2016 per diffondere poesia sul territorio rivolgendo una particolare attenzione al sociale, attraverso vari canali ed eventi, con interventi e iniziative molteplici. Sono membro di giuria di premi letterari nazionali e internazionali, autrice attiva del blog di cultura e letteratura Alessandria Today. Miei testi sono presenti nella rivista culturale Euterpe, nella rivista online Nuova Euterpe, nel blog ufficiale del Movimento poetico-artistico Dinanimismo.

7) Cosa possiamo fare per avvicinare la poesia ai giovani di oggi?
Credo che possiamo sicuramente partire dalla scuola, promuovendo la lettura, la conoscenza di un panorama letterario più ampio rispetto a quello previsto dai programmi ministeriali, organizzando laboratori di scrittura creativa, produzione di riviste (con testi degli studenti e di altri poeti), reading e varie occasioni di confronto. Sarebbe auspicabile iniziare dall’età infantile, con contenuti semplici e accattivanti, per poi proseguire nel percorso adeguandolo all’età, così da trasmettere via via sempre più l’amore per una forma di scrittura che attualmente conta molti autori ma pochi lettori.


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