Intervista a Luciano Giovannini, Presidente della sezione Poesia Internazionale del Premio Letterario Francesco Giampietri.

Ciao Luciano e grazie per aver accettato il mio invito 


1) Presentati al nostro pubblico 
Mi chiamo Luciano Giovannini, ho 63 anni e da 37 sono docente di Lingua Inglese nella scuola secondaria superiore. Vivo da sempre a Roma e sono innamorato profondamente innamorato della mia città anche se sto progettando di trasferirmi in provincia per poter condurre uno stile di vita meno frenetico. Ho iniziato a scrivere, o meglio ripreso a scrivere, durante la pandemia quando trascorrevo gran parte del tempo davanti al computer in quanto impegnato nella didattica a distanza. La voglia di comunicare e di esprimere l’inespresso, unita ad un maggior tempo a disposizione, mi ha fatto riaccendere la scintilla di una passione mai svanita bensì messa in letargo da uno stile di vita frenetico che lascia poco spazio ad uno sguardo verso l’interno. Con la poesia ho ricominciato a parlare con
me stesso ed ho messo a nudo cose che non avrei mai pensato di condividere con gli altri. Degli ottimi risultati nei concorsi letterari e dei premi vinti non te ne voglio parlare, ti dico soltanto che da un paio d’anni mi sto dedicando ai giovani e sto offrendo loro quello che ho: la mia passione, la mia esperienza e le mie conoscenze. Ho pubblicato tre sillogi con la Daimon Edizioni e scritto diverse prefazioni.

2) Durante la II edizione sei stato giurato nella sezione poesia in vernacolo.  Quale è stato il ricordo più bello?
Il ricordo più bello è stato leggere le poesie nei diversi dialetti e constatare quanto sia ricca culturalmente la nostra penisola. Un mosaico meraviglioso…

3) Durante la III Edizione sei giurato nella sezione poesia in lingua inglese e nella sezione Silloge inedita.  Qual è stato il ricordo più bello?
Il ricordo più bello è stato vedere l’emozione dei premiati e passare del tempo con i colleghi giurati.

4 ) Pubblica qui sotto una tua poesia. 

La chiglia sommersa

Ho acceso il camino e aspettato il bagliore del fuoco,
fuori c’era la nebbia e qualche tuono invernale.
Con le mani a cercare calore ed il cuore ebbro di vino,
ad un tratto ho incrociato il tuo sguardo ferito
e ho pensato ai miei anni e ai tuoi sogni perduti,
ad un sentiero pieno di sassi, a dei sandali corrosi dal tempo.

Noi siamo un destino sfiorato, una parola mai detta,
un quadro sbiadito attaccato ad un muro scrostato,
un piccolo fiore appassito con i petali appoggiati allo stelo,
un sole distratto da nubi grigiastre.

Noi siamo coraggio mancato e tremore infinito,
navi ancorate in porti lontani,
in balìa delle onde di un mare egoista
che corrode ogni giorno la nostra chiglia sommersa.

5) Per la prossima edizione sarai giurato per la sezione poesia in lingua inglese e Presidente della sezione poesia internazionale. Che cosa ti aspetti?
Mi aspetto una partecipazione cospicua e, spero, di qualità.

6) Un consiglio per chi vorrà partecipare nella sezione poesia in lingua inglese 

Partecipate al concorso se conoscete la lingua inglese. Non affidatevi al traduttore su internet, usate un buon vocabolario. Pensate la vostra poesia in inglese, altrimenti ricordatevi che c’è la sezione in lingua italiana. Leggete ad alta voce la poesia più volte e controllate se vi sono refusi.

7) Che cosa pensi della rotazione dei giurati nelle varie sezioni?
È una scelta fatta dall’organizzazione che rispetto. Penso sia fatta per non dare adito all’idea che una giuria stabile possa premiare sempre un determinato tipo di poesia o stile letterario.

8) Cosa rappresenta per te il Premio letterario internazionale Francesco Giampietri?
Alcuni anni fa sono stato uno dei premiati ed ho avuto modo di conoscere la famiglia Giampietri e l’immensa figura del loro congiunto, Francesco. Sono rimasto impressionato di come un’intera comunità abbia partecipato a mantenere vivo il nome di questa immensa persona. Il mio piccolo contributo come presidente di sezione ha lo stesso scopo.

Grazie mille per il tuo tempo


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