1) Presentati ai nostri lettori
Sono Gianni Antonio Palumbo, presidente della sezione Silloge inedita. Molfettese, sono ricercatore in Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, in cui insegno “Metodologia della critica letteraria”, “Filologia della letteratura italiana” e “Letteratura italiana”. Mi occupo di Umanesimo-Rinascimento, con particolare attenzione ad autori come Giovan Battista della Porta o Isabella Morra, ma anche dell’Otto-Novecento, con un interesse peculiare per Antonio Fogazzaro e non solo. Sono stato direttore della XIV edizione della Notte bianca della Poesia, sono direttore editoriale della rivista “La calce e il dado”, redattore di “Quindici”, “Luce e Vita”, “Menabò” e “Le parole di Fedro”. Collaboro all’Open Space “Nelle scarpe dello scrittore”. Scrivo poesia (la mia ultima silloge è “Il tempo della carestia”), narrativa e testi teatrali. Curo un blog di critica letteraria, il Giano bifronte critico.
2) Cosa pensi della rotazione dei giurati nelle varie sezioni ?
Ritengo che la scelta della rotazione sia vincente perché consente l’alternanza di sguardi e visioni dell’Arte differenti ed evita che possano crearsi situazioni di eccessiva ripetitività nel riconoscimento del valore degli scritti presentati.
3) Nella II Edizione sei stato il Presidente della sezione Poesia in Italiano. Quale è stato il tuo ricordo piu’ bello?
Molti testi hanno suscitato in me emozione e anche il dialogo con la giuria è stato proficuo e stimolante. E poi che dire la gioia di partecipare per la prima volta a questo importante premio in ricordo di Francesco Giampietri, con tra l’altro un incarico di responsabilità come quello che mi era stato assegnato?
4) Nella III Edizione sei stato Presidente della sezione racconti. Quale è stato il tuo ricordo più bello?
Ne ho tanti. Gli intensi due giorni a Venafro, in cui abbiamo sperimentato la convivialità e la condivisione delle esperienze, intrecciando nuove relazioni e costruendo ponti. E poi l’impatto con la forza espressiva o l’intensità dell’idea alla base di alcuni racconti, dalla lotta contro il rischio della retrocessione calcistica che diviene metafora delle quotidiane battaglie di ciascuno di noi al tema del ritorno ai luoghi del cuore, trasfigurati dal tempo ma mai dimenticati. O ancora la drammaticità di certe proposte, il ritmo fibrillante di altre; tante cose, insomma…
5) Sei stato giurato, per tutte e due le passate edizioni, della sezione Videopoesia . Quale è stato il tuo ricordo più bello ?
Sicuramente la bellezza dell’impatto dei testi primi classificati. Mi ha colpito la sprezzatura con cui i loro autori hanno saputo conseguire l’armonia tra versi, immagini, performance dell’interprete, colonna sonora. In alcuni momenti, è scaturita in me l ’attivazione di una vera e propria dimensione di rêverie.
6) per la IV edizione sarai il Presidente della sezione Silloge Inedita . Cosa ti aspetti?
Ovviamente mi aspetto proposte di ogni genere, ma spero davvero in una partecipazione di livello qualitativo elevato. M’interessa molto il lavoro sulla silloge, perché, meglio rispetto all’ apprezzamento della singola poesia, consente di accostarsi con cognizione di causa alla qualità di un percorso artistico. Se qualunque scrittore dotato di un minimo di talento può raggiungere l’obiettivo della composizione di una lirica efficace, è nella complessità del florilegio di testi che si può saggiare realmente il livello maturato dall’ autore o dall’ autrice.
7) Puoi presentare la tua squadra di giurati
È una squadra di cui sono felice. Parto da Maria Pia Latorre, poetessa e saggista, ma anche raffinata narratrice, che riesce a rivolgersi a un pubblico che spazia dai giovanissimi agli adulti; segnalo il suo progetto ambientale “L’isola di Gary”, un collettivo di poeti che fa della difesa del nostro pianeta il suo vessillo.Coordinala fanzine Materìa, sulla Gazzetta dal Tacco. C’è Onofrio Arpino, presidente dell’associazione di Santeramo “Convivio di Poeti”, che organizza annualmente una stimolante esperienza di residenza poetica; anche lui è autore pluripremiato di testi poetici (ha vinto tra gli altri il primo premio in edizioni del “Premio don Tonino Bello” e del Premio” Culture del Mediterraneo”, organizzato dall’ Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo), narrativi e teatrali. Vito Davoli è poeta, scrittore, saggista, infaticabile promotore culturale, vicedirettore responsabile de “La calce e il dado”. Porta avanti il progetto di “Pubblicazioni Letterariae” e dirige una collana poetica, “Polveri”, per Tabula Fati. Traduce dallo spagnolo e diffonde i versi di autori dell’America Latina, in cui ha vissuto per diversi anni. Ho riferito solo una minima parte della feconda attività dei collaboratori di questa sezione; il resto lo apprenderete dalle loro biografie, ma, credetemi, si tratta di una giuria di valore, che leggerà con attenzione i testi.
8) Un consiglio per chi vorrà partecipare nella sezione silloge inedita
La silloge necessita di essere curata nei dettagli, a partire dall’ idea che la anima. Prestate attenzione alla scelta dei testi, alla loro collocazione che non deve essere casuale, perché è auspicabile sia dettata da una precisa progettazione del disegno complessivo. Curate i singoli testi nella fattura, nell’ evitare errori,il linguaggio logoro o quelle espressioni ormai così ‘abusate’ da aver perso qualunque efficacia espressiva. Che la scelta dei temi non sia dettata da mode, ma da attenta riflessione e da un’adesione emotiva profonda. Evitate il mero sfogo, che non va al di là dell’esperienza individuale e non consente all’ altro di avvertire sintonia col testo letto. Che si lavori di lima, dunque sull’ architettura complessiva, sulla parole, sulle immagini… Comprendete bene che questa è la strada perché la silloge presentata possa risultare gradita alla giuria
Grazie mille .
