- Presentati al nostro pubblico
Sono un’appassionata lettrice e, quando il lavoro e la famiglia me ne lasciano il tempo, scrittrice. Ho una predilezione per la forma breve del racconto, ma mi piace spaziare davvero tra tutti i generi: dal giallo al rosa, dal fantastico al mainstream, dallo storico al gotico. La scrittura è una sfida continua, un mettersi in gioco senza sosta, secondo me cambiare spesso registro tiene allenato il “cervello narrativo”. Ho iniziato a scrivere con costanza e cimentandomi nei concorsi di narrativa a partire dal 2006, fino a metà del 2011. È seguita una pausa di qualche anno in cui mi sono dedicata maggiormente alla famiglia, quando i miei figli sono cresciuti ho ripreso a praticare di più i miei hobbies, tra questi la scrittura occupa tuttora un posto di rilievo. Dalla metà del 2019 ad oggi ho ricevuto numerosi riscontri in concorsi nazionali, pubblicando anche un romanzo breve con la casa editrice CIESSE.
- La scorsa edizione hai partecipato come autrice. Quale è stato il tuo ricordo più bello?
Ne conservo molti, ma il più bello di tutti, quello che mi ha toccato più nel profondo, che potrei definire “il momento perfetto” è stato condividere la mia emozione, e commozione, con quella dei genitori di Francesco Giampietri, lo studioso cui è dedicato il Memorial. Sì, nulla può superare nel ricordo il loro saluto affettuoso quando sono scesa dal palco.
- Per la prossima edizione sarai in giuria nella sezione racconti. Come vivi questa nuova esperienza?
Con la consapevolezza che è un impegno serio, di grande responsabilità, tenendo dritta la barra del rigore soprattutto da un punto di vista tecnico, ma lasciando invece briglia sciolta all’immedesimazione, all’empatia, alla capacità di comprendere nel profondo le emozioni che i testi vogliono suscitare. Sforzandomi, al tempo stesso, di fare in modo che non prevalga troppo la mia soggettività, valutare è sempre un’operazione delicatissima.
- Cosa ti aspetti dai partecipanti della prossima edizione?
Tantissime pagine di ottima lettura! Sono certa che il richiamo del concorso, giunto alla sua IV edizione, attirerà di anno in anno autori sempre più valevoli e brillanti, che daranno ragione, con le loro opere, del prestigio di questo Premio.
- Un consiglio per chi volesse inviare un racconto
Scrivete come se vi dovesse leggere non una giuria, ma Francesco stesso. Era un docente universitario, quindi persona avvezza al rigore accademico, che si muoveva tutti i giorni in un ambiente dove la Cultura è quella con la c maiuscola. Era uno studioso e un filosofo, quindi esperto nell’immergersi e scandagliare ogni sfumatura e ogni anfratto del pensiero umano. Ma era soprattutto un giovane. Sono certa che freschezza, sensibilità e originalità sarebbero state decisive nel guadagnare il suo apprezzamento.
- Cosa rappresenta per te il Premio Letterario Internazionale Francesco Giampietri?
Senz’altro una delle pagine più significative e gratificanti della mia carriera di partecipante ai concorsi letterari. Sono stata estremamente onorata dalla proposta di far parte della Giuria e poter vivere questa esperienza ancora una volta, da un altro punto di vista. È stato un dono inaspettato e mi impegnerò per ricavare da questa occasione ogni insegnamento possibile.
Grazie.
