1) Presentati al nostro pubblico
- Sono una persona nata e cresciuta immersa nella cultura dell’opera lirica –
campo di espressione dei miei genitori – e fin da bambina ho amato sia il
teatro sia la scrittura. Ciascuno di questi ambiti culturali si presenta in varie
forme e nel corso della vita ho cercato di praticarne il più possibile. Attrice,
regista, coach di attori, scrittrice di saggistica, teatro, narrativa e poesia; in
entrambi i regni, per adulti e per bambini. Neanche a dirlo, non ho ancora
smesso di sperimentare.
2) La prossima edizione rappresenterà la tua terza partecipazione come giurata e presidente di sezione. Come hai vissuto questo passaggio?
- Con gioia, molta voglia di fare e fare sempre meglio.
3) Sei stata giurata della sezione Poesia in Vernacolo. Vuoi condividere un
ricordo della II edizione ?
- La II edizione, benché per me fosse la prima nel prestigioso Premio Francesco Giampietri, l’ho vissuta da subito serenamente e con spirito di squadra. Essere giurata sotto l’ala protettiva di Stefano Baldinu, che della sezione vernacolo era Presidente, mi ha dato l’impressione che nulla fosse faticoso, nonostante la serietà e l’impegno.
4) Sei stato Presidente della sezione Poesia in Vernacolo con una squadra che ti è stata assegnata. Vuoi condividere un ricordo della III Edizione ?
- Certo, assumere la presidenza di una sezione ha sempre un peso;
inizialmente ho avuto quella sensazione di “spalle scoperte” che a volte si
prova, nella vita, per diverse ragioni. Ma la bellissima squadra tutta al
femminile che mi è stata affidata – Patrizia Del Puente, Laura Ficco e Federica
Passarelli – mi ha confortato da subito. L’impegno affinché tutto funzionasse
nel migliore dei modi mi ha talmente assorbito che sono arrivata in fondo
saltando ogni possibile impasse e quasi con un senso di leggerezza.
5) Per la IV edizione sarai il Presidente della sezione Poesia in vernacolo con
una squadra scelta da te. Cosa ti aspetti da questa edizione?
- Innanzi tutto mi aspetto che “erri l’armonia per questa squadra”. Siamo di
nuovo in quattro, questa volta con una distribuzione totalmente paritaria di
energie yin e yang. Scegliere le persone, parlarci, spiegare l’iter, formare
questa squadra ha richiesto tempo ed energia. E sono felicissima di questa
formazione. Per radici di nascita e collocazione geografica siamo disseminati a nord, centro e sud Italia: condizione di partenza eccellente per accogliere e
vagliare le forme dialettali e vernacolari della nostra terra.
6)Puoi presentare la tua squadra?
- Volentieri.
Essendo io una romana, trapiantata in Veneto, mi sono rivolta a un amico
poeta che vive a Padova, Antonio Fiorito, nato a Napoli, vissuto anche a Roma e con origini siciliane. Un bel ventaglio d’Italia! Lo conosco personalmente, sia in quanto presidente di Padova Sorprende, Associazione Culturale cui anche io appartengo, sia come fondatore e Direttore editoriale della rivista di letteratura, arte e cultura Lykeios, in cui vengono pubblicate anche mie poesie. Antonio ha al suo attivo libri di poesia, haiku e numerosi premi vinti per poesia e narrativa.
Per simpatia e mio vissuto nella regione Emilia Romagna ho chiesto a Stefano Baldinu – lo ammetto con riconoscenza – che mi consigliasse un nome. Così ho incontrato Daniela Cortesi, forlivese, poeta in vernacolo romagnolo, ma anche in lingua, e scrittrice di fiabe e racconti. Per ognuno di questi settori ha avuto libri pubblicati, ha ricevuto premi e sue opere sono in antologie e riviste. L’intesa reciproca si è stabilita da subito per la spontanea comunicazione senza filtri.
A completamento di questa eccellente squadra, per interessamento di Fiorito e del comune amico prof. Alessandro Cabianca, sono approdata a Trapani e ho stretto amicizia con il prof. Marco Scalabrino. L’espressione “stretto amicizia” volutamente indica l’immediatezza di una comprensione e di un entusiasmo condiviso. Non sto ad elencare la produzione di Scalabrino, perché è vastissima, scrive in lingua siciliana e in lingua italiana, dalla poesia, alla saggistica, al teatro, ai racconti e fa traduzioni di vario genere, dall’inglese in italiano, dal siciliano in varie lingue, e di diversi autori di diverse lingue in siciliano. Anzi, innumerevoli traduzioni di opere, compresi testi di canzoni, in siciliano. Un piacere parlarci e leggerlo.
7) Che cosa rappresenta per te il Premio Letterario Internazionale Francesco
Giampietri?
- In varie occasioni sono già stata in giurie e anche presidente di giuria.
L’esperienza mi ha insegnato che le migliori qualità di un premio sono la
trasparenza, la serietà, la competenza, la dedizione. Il Premio Giampietri non
solo ha risposto a questi requisiti da subito, ma l’ho visto crescere di edizione in edizione, quanto a partecipazione di pubblico, a coinvolgimento di operatori culturali e artisti, ad ampliamento di sezioni, di fasce d’età dei partecipanti, di originalità nella conduzione delle giornate di premio. Senza girarci intorno posso dire che l’operato di Domenico Faniello e dello staff organizzativo sono determinanti per questo risultato. Io stessa sono cresciuta insieme al premio, perché la ricchezza che arriva di ritorno dall’impegno profuso non ha pari. Sono orgogliosa e riconoscente di far parte di questo premio.
8) Un consiglio per chi vorra’ partecipare alla IV Edizione del Premio Letterario Internazionale Francesco Giampietri.
- Per quanto riguarda la sezione Poesia in vernacolo, prima di tutto scrivete,
gustando tutto il piacere del sentire nella lingua madre. Poi leggete. Poi
rileggete. Poi leggete ad alta voce. Ogni volta che è necessario, correggete, poi lasciate depositare. La poesia in vernacolo è poesia pura, non è per forza un ricordo d’infanzia; oppure lo è anche, ma come ogni poesia in qualsiasi lingua. In vernacolo si può scrivere del presente, cercare di capire, dare sollievo a un dolore, spazio a un amore, attendere un futuro.
Per ogni sezione: prima componete, poi rivedete, poi correggete…
Sempre da un lato ispirazione, dall’altro lavoro di lima.
Grazie Claudia .
