1) Ciao Antonio e benvenuto alla rubrica Intervista del menestrello . Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole ?
Ciao Domenico, innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa bellissima iniziativa che arricchisce di nuovi contenuti La casa del Menestrello. Nasco in provincia di Caserta nel 1966 ma giovanissimo mi trasferisco in Abruzzo dove vivo e lavoro dal 1985. Mi sono diplomato in Elettronica e Telecomunicazioni, e ho conseguito, proprio in questi giorni, una laurea in scienza della Comunicazione e Multimedialità. Mi occupo di ingegneria di processo in un’azienda aerospaziale. Nonostante il lavoro ultra tecnologico amo la letteratura, in particolare la poesia, mia grande passione. Sono membro stabile della Compagnia dei Poeti dell’Aquila e del collettivo Poesia Femminile Singolare.
2) Puoi elencare le tue pubblicazioni?
L’esordio letterario avviene nel 2017 con il romanzo Con gli occhi del fanciullo, Arké Edizioni. È un racconto di un viaggio introspettivo all’ interno di ricordi, dove vengono ritrovati piacevoli emozioni, infinite gioie e immensi dolori. Il tutto visto con gli occhi del me fanciullo appena ritrovato. Ritrovare il piccolo Tonino, pieno di sogni e di vita, riporta a guardare la vita con nuovo entusiasmo. Un romanzo autobiografico forte di significato psicologico. Con gli occhi del fanciullo è anche un flashback sugli anni settanta e ottanta, che riportano il lettore alla scoperta di piacevoli emozioni e dolci ricordi.
Nel 2019 pubblico la mia prima silloge poetica Turbolenze, Daimon Edizioni. Una silloge di poesie generate dai sentimenti che turbano l’animo umano e come scrivo all’ interno del libro: “…nei momenti d’inquietudine, quando ti senti stretto in una morsa di tristezza, agitato dal vento della malinconia, strattonato dalla solitudine, scrivi… Dentro questi versi sono racchiusi i sentimenti che ho provato, la rabbia che ho covato, lo sgomento che ho avvertito e a volte anche la vergogna che ho patito di appartenere al genere umano.”
Nel 2020 viene pubblicata la seconda silloge poetica, Battiti colorati, Daimon Edizioni. Una silloge dedicata interamente al sentimento più folle: l’Amore. Scrive la Prof.ssa Cesira Sinibaldi nella prefazione: Amore è la parola chiave dei suoi versi. Amore è lo snodo delle complicanze del vissuto e di quelle del tempo presente.
Amore è il fulcro del vivere.
Nel 2023 viene data alle stampe la terza silloge di poesie, I fiori del male, Daimon Edizioni. Una raccolte di poesie nate dopo tre anni bui per il mondo. Ispirazione e omaggio a Charles Baudelaire, al visionario Arthur Rimbaud e alla poesia dei poeti maledetti. La bellezza estratta dal male del mondo. Questa può essere definita l’opera della maturità artistica, per l’alto valore espressivo e simbolico, contenuto nella poetica del libro.
Nel 2024, fresco di stampa, è uscito I fiori del male – Edizione illustrata, Daimon Edizioni. Il mio illuminato editore, Alessandra Prospero, ha voluto impreziosire le poesie, già con alto valore simbolico, con delle immagini che rafforzassero il potere espressivo e aumentare la forza evocativa dei versi.
3) Partiamo dal libro ” Con gli occhi del fanciullo”. Come è nato il progetto e cosa rappresenta per te?
Fu nell’ estate del 2016, la scintilla partì da una telefonata con mio fratello, mi disse che doveva portare al mare il figlioletto, quella frase mi sbloccò il ricordo di quando nostro padre ci portava ad agosto al mare, con la mitica Fiat 500. Andai al computer e scrissi tutto di getto Una giornata al mare, un racconto in cui elencavo per filo e per segno, tutte le cose belle che succedevano dall’ alba al tramonto, con la mia famiglia, con il mio mitico papà, in quella giornata al mare. Dopo quel racconto nacque il progetto di allargare quella storia, farla diventare libro, narrando le cose belle e le cose brutte della mia infanzia, cose che facevano
contorno ad una crisi esistenziale in atto. Con gli occhi del fanciullo è un romanzo autobiografico dai risvolti psicologici, in cui gli occhi spenti di un adulto ritrovano gli occhi accesi di un bambino che sapeva sognare e che voleva volare. Questo libro è molto importante per me, segna la rinascita, anzi la nascita del nuovo me,
quello che grazie a quegli occhi si è riappropriato della propria vita e del proprio futuro.
4) Parliamo del libro ” Turbolenze. Come è nato il progetto e cosa rappresenta per te?
Io nasco nella poesia e la poesia è da sempre in me. Amo questa meravigliosa arte. Scrivo poesie da quando avevo vent’ anni, ma come tutti le ho sempre tenute chiuse nel famoso cassetto. Era il 2017 e ricevetti l’invito di Alessandra Prospero, fondatrice e coordinatrice della Compagnia dei Poeti dell’Aquila, a partecipare come poeta alla Festa della Poesia del giorno di primavera. Ero impaurito, ma segnò l’inizio e mi diede la forza di aprire quel cassetto per mostrare al mondo le mie poesie. Il progetto di Turbolenze nasce proprio in quell’ anno. Avevo scritto tanto su vari temi, ed ero pronto a mettere insieme quei versi per farne una raccolta. Turbolenze è una silloge di poesie generate dai sentimenti che turbano l’animo umano. Dentro questi versi sono racchiusi i sentimenti che ho provato, la rabbia che ho covato, lo sgomento che ho avvertito e a volte anche la vergogna che ho patito di appartenere al genere umano. Turbolenze è il mio
“toc toc” al mondo poetico, è una silloge a cui sono molto affezionato perché mi ha dato la forza di credere in me stesso, dove all’ interno trovano posto liriche molto forti, che abbracciano numerosi argomenti di vita, come paura, rabbia, sgomento, tristezza, e a volte anche la vergogna di appartenere ad un mondo così spietato.
5) Proseguiamo con il libro ” Battiti colorati “. Come è nato il progetto e cosa rappresenta per te?
Non è un caso che Turbolenze non contenga poesie d’amore, è stata una precisa scelta voluta da me. Questo sentimento così puro meritava una silloge tutta sua, infatti Battiti colorati nasce proprio con questo proposito, dare voce a questo, che tra tutte le passioni, è il sentimento più importante per gli esseri umani.
In questa raccolta ho riunito le mie poesie dedicate al folle sentimento dell’amore. Una musa ispiratrice ha lasciato nel mio cuore il seme per far sbocciare questi versi. Nell’ attimo in cui è scoccata la scintilla, si è acceso il fuoco dell’amore, accendendo quella passione che ha fatto battere il mio cuore, Amore è entrato
in me guidandomi nella scrittura di questi versi. Nella loro musicalità si può scorgere la frequenza con cui batteva il mio cuore. Quando si ha il cuore che batte per amore si possono scorgere intorno a noi i milioni di colori che ci circondano. Nelle liriche contenute in questa raccolta si possono scoprire le varie sfaccettature dell’amore, dall’ amore come epifania a quello che ti priva della libertà ma ti fa volare, dall’ amore perfetto che ti eleva in modo spirituale, all’ amore come delirio che ti annulla la ragione, fino ad arrivare al dio Amore che sospinge gli uomini ad amare.
6) Parliamo del tuo ultimo libro ” I giardini del Male ” . Come è nato il progetto e cosa rappresenta per te ?
Charles Baudelaire nel 1857 pubblicò la prima edizione del libro che rivoluzionò la letteratura mondiale “I fiori del male” con all’ interno poesie con il loro messaggio fortemente emblematico, argomenti scabrosi, immorali e cupi e quel messaggio sprezzante di voler “estrarre la bellezza dal male” (fiori). Da quel giorno la letteratura mondiale non fu più la stessa. Egli fu un grande anticipatore del decadentismo, nonché precursore di quella poesia che in Francia ebbe una forte influenza sui poeti maledetti, Verlaine, Rimbaud,
Mallarmé, e in Italia sui poeti Emilio Praga e Dino Campana. La lettura del libro di Baudelaire e delle poesie di tutti questi grandi poeti, mi ha donato nuovi occhi, divenuti freddi per scrutare i vivi e regalato nuove chiavi per aprire le casseforti oscure contenute nell’ animo nero dell’uomo. Nei tre anni bui per il mondo,
dove l’isolamento della pandemia ci ha messo in contatto con noi stessi, mi sono ritrovato ad analizzare l’animo umano in tutte le sue sfaccettature e dopo aver mangiato pane e dolore e bevuto liquori di morte e odio, sono arrivato alla conclusione che “i fiori” sono migliaia, divisi in gruppi e ogni gruppo ha il suo
giardino. Ogni giardino ha il suo terreno, che emana lezzo e fetore. Ogni giardino è pieno di liquami, irrigato dai fiumi del razzismo, del fanatismo religioso, del fanatismo politico, della cattiveria, della pura ingordigia, dell’ignoranza, della perversione, della solitudine dei cuori. Questi giardini non sono da ammirare, non
vanno coltivati, la gramigna del male cresce spontanea; germoglia dal gene marcio dell’uomo, da dentro quell’ uomo dove io sono andato a guardare. Scavare nell’ animo umano mi ha permesso di nutrirmi di quel dolore, di detestarlo, di trasformarlo, di dargli voce, e infine, di farne versi. E mi perdoni Rimbaud se nella mia poesia “Les grands héliotropes” (un omaggio alla sua “Preghiera della sera”) chiedendo alla musa della poesia di sussurrarmi alti versi, mi sono accostato a lui, alla sua grandezza. Ecco, questi sono i semi che hanno fatto germogliare questo libro, che per me rappresenta l’espressione più alta del mio essere poeta.
7) Pubblica una poesia tratta dal libro ” Battiti colorati ” . Spiega cosa rappresenta questa poesia per te
Ecco la poesia che ho dedicato al dio Amore, lo stesso cantato da Dante, dal Petrarca, da Foscolo, e da tutti i poeti che hanno visto la loro vita pervasa dal sentimento che questo dio impone di provare. Una lirica che riconosce a questo essere puro, il pregio di fare innamorare gli uomini.
Amore mai concede
ad un cuore dolce e puro
l’errore di restar solo
e diventare duro.
Lo accompagna sempre
con docile leggerezza
sospinto da Ananche,
verso un altro cuore,
anch’egli solitario
e colmo di purezza.
Ed è in quell’istante
quando si toccano gli sguardi
che il tempo perde il senso
la mente non trama inganni.
Idillio vaporoso di gioia e mesticanza.
Infuso liquoroso di turbinii e vertigini.
Erbe miracolose di impavida esultanza.
Pozione dove Amore
ha inzuppato i dolci cuori
pronti a pulsare, verso l’infinito,
ritmando ma non scandendo
il tempo che ora è fermo.
Fato sembra giochi
con gli innamorati amanti,
ma gli occhi sol di pochi
posson brillar fra tanti.
Vite rimestate,
mescolate e fuse,
ai più che sono ciechi
sembreran confuse.
Ma il nume ha altri fini
non gioca con il cuore,
ha solo un gran bisogno
che si provi amore.
8) Pubblica una poesia tratta dal libro ” I giardini del male “. Spiega cosa rappresenta questa poesia per te
Ho scelto la lirica che apre la silloge, è un’esortazione, a me e chi come me ha l’ardire di scrivere versi, di guardare il mondo con occhi diversi, di non fare finta che lì fuori sia tutto bello, ma di “strillare” agendo, attraverso l’unica arma che abbiamo tra le mani, la nostra penna.
Il sussurro della morte
Andate al diavolo voi,
Poeti maledetti,
maledite il
cuore e l’uomo,
per conquistare la
vetta.
Donate un’anima
lacera, sbrandellata e
rotta,
ma non tendete l’orecchio oltre quella
porta.
Provate ad ascoltare il vento
lì fuori mentre soffia,
forte;
provate ad ascoltare bene,
egli sussurra
morte…
9) Qual è il tuo paese di origine? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese, dove mi porteresti e perché?
Nonostante i miei quarant’ anni trascorsi in Abruzzo, terra che amo e che mi ha dato tutto, non posso (e non voglio) nascondere il fatto di essere nato in Campania, più precisamente in quella che viene definita Terra di lavoro, cioè la provincia di Caserta. Infatti sono nato a Santa Maria Capua Vetere (la vecchia Capua dei romani) nel lontano 1966. Probabilmente, se tu avessi fatto questa domanda a qualsiasi altra persona della mia terra, ti avrebbe risposto: la reggia di Caserta. Io no, io ti rispondo Casertavecchia. Ecco è lì che ti porterei, un borgo medievale che risale all’ anno mille, un borgo incastonato sulle pendici dei monti Tifatini, da dove si domina la valle sottostante. È una rara perla di bellezza, dove il tempo sembra essersi fermato, dove tra quelle strette vie si ritrovano le radici, dove ogni pietra di tufo, con cui sono fatte le case, racconta una storia, dove ogni pietra lavica, con cui sono fatte le sue stradine, parla di passi forti, pieni di sofferenza, orgoglio e amore. Senza trascurare il fatto che lì ci sono dei luoghi dedicati al cibo che ti lasceranno senza parole e senza spazio nello stomaco.
10) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio. Qual è il colore , l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più? Spiega anche i motivi.
Il mio colore preferito è il blu del cielo della sera, sembra un colore freddo, ma ti assicuro che a me fa l’effetto contrario, mi accende lo sguardo e mi riscalda l’anima. Il mio animale preferito è il cavallo, un animale forte e fiero, grande e potente, che mette la sua forza al servizio dell’uomo. Ecco forse io ( a parte
la grandezza) sono un po’ come lui. Qui tocchiamo una nota dolente, essendo io un buongustaio e amante della cucina, mi piace cucinare e soprattutto gustare i cibi. Come ben saprai, la mia terra è un’eccellenza in questo campo e offre una miriade di pietanze, tutte buonissime, dai primi ai secondi per non parlare della
pasticceria, rinomata a livello mondiale. Il piatto che ti proporrei è un piatto semplice ma lavorato, dove nel gustarlo si assapori il tempo impiegato per preparalo, dove ogni cura messa nel prepararlo si rifletta nell’ esplosione del gusto nel palato. Ti farei assaggiare le melanzane alla parmigiana, nella ricetta tipica campana, dove le melanzane, rigorosamente fritte dopo il bagno in farina e uovo, vengono composte in una pirofila con strati di sugo, mozzarella e parmigiano e infornate per rendere il tutto corposo e unico.
11 Parliamo dei tuoi progetti per il futuro .
Partiamo dall’ ultimo sogno che ho realizzato. Durante i tre anni di pandemia, dove le “uscite” erano quasi impossibili e sconsigliate, ho ripreso a studiare e il mese scorso ho visto il coronamento di quello che era sempre stato un mio grande desiderio: conseguire una laurea. Ebbene l’otto febbraio questo sogno si è
realizzato, ho conseguito la laurea in Comunicazione e Multimedia. Una materia, che visto la mia passione per lo scrivere, mi ha affascinato e fatto imparare tantissime cose nuove, dove ho scritto una tesi di Semiotica generale, dal titolo: “Il ruolo della poesia nel terzo millennio. Un viaggio tra rime e versi, semantica e retorica.” in cui c’è un’analisi approfondita del mondo poetico da sempre mia passione. La mia vita è fatta di sogni, o forse più precisamente di desideri, e il mio prossimo desiderio da realizzare è la pubblicazione del mio primo romanzo nato totalmente dalla mia fantasia. Infatti se l’esordio letterario è avvenuto con il romanzo: “Con gli occhi del fanciullo” essendo un romanzo autobiografico, è come se fosse una cosa “privata”, mentre questo nuovo l’ho inteso come un regalo per tutti. Si tratta di un thriller immerso in una storia d’amore, dove le vicende di due ragazzi innamorati appassioneranno il lettore. In questi giorni poi, sto terminando la scrittura di un altro romanzo, un giallo ambientato in Abruzzo, romanzo che riguarderà il futuro meno prossimo. Per ora mi fermo qua, ringraziandoti ancora per questa chiacchierata che ci siamo fatti attraverso queste poche righe, le quali sicuramente mi permetteranno di farmi conoscere un po’ di più. Grazie.
