1-Ciao Fiori e benvenuta alla rubrica Intervista del menestrello. Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole?
Ciao Domenico, grazie per l’intervista. Mi chiamo Fiori Picco, sono una sinologa, scrittrice, traduttrice letteraria ed editrice bresciana. Ho vissuto otto anni nella Provincia cinese dello Yunnan, dove ho insegnato all’ Università e ho svolto ricerche di antropologia. La mia grande passione è la cultura delle minoranze etniche della Cina che trasmetto nei miei libri sotto forma di romanzi e di racconti. Scrivo dal 2007 e traduco autori orientali dal 2011. Nel 2019 ho deciso di aprire la mia casa editrice.
2) Puoi elencare le tue pubblicazioni?
On Ni Mo Le- Ricordi di viaggio nel cuore dello Yunnan (2007)
Ho sposato un cinese di Midu (2010)
Le gemme di Ghenmaa (2014)
Let’s sing a song with Lan Lan and learn Chinese (2015, pubblicato con pseudonimo);
Cercando Li Tangmei (2016, ora edizione fuori commercio)
Giada Rossa- Una vita per la libertà (2020)
Yao (2021)
Yaowang (versione cinese di Yao, 2022)
Il Circolo delle Donne Farfalla- Mugao e Bhaktu (2023)
Neve a Kamakura- Storie in haiku (2023)
Inoltre ho tradotto e pubblicato 400 poesie, 52 racconti e 3 romanzi di autori asiatici.
3) Seleziona un tuo libro. Parlaci brevemente del libro che hai scelto e di come è nato.
“Yao” è la storia di Yang Sen, un mio amico della tribù Yao di Landian che ho conosciuto durante gli anni trascorsi in Cina. In questo romanzo ho dato voce alle etnie cinesi delle zone di confine e a tutti quei giovani provenienti da regioni povere e isolate che si spostano in città nella speranza di avere un futuro migliore. Nel libro affronto diverse tematiche importanti come il passaggio dalla adolescenza all’ età adulta, l’inserimento nella vita sociale, la disabilità, l’amicizia e la riscoperta delle proprie origini. Racconto di rituali taoisti che ancora oggi, nei templi dei villaggi di alta montagna, vengono praticati dai monaci, e di usanze e tradizioni antichissime che il popolo Yao mantiene da millenni. Yang Sen, ragazzo onesto, brillante e determinato, decide di lasciare il villaggio e, grazie alle sue capacità, avrà il suo riscatto sociale. La versione cinese del libro, distribuito a livello internazionale, ha trovato lettori in Oriente.
4) Puoi parlarci della tua casa editrice?
Fiori d’Asia Editrice è una realtà editoriale NO EAP, che pubblica a proprie spese opere di autori internazionali, prevalentemente asiatici: cinesi, giapponesi, vietnamiti… Dopo aver pubblicato alcuni miei libri con altri editori, ho deciso di aprire la mia casa editrice per essere libera da vincoli e poter seguire i miei autori in ogni fase della pubblicazione e della promozione. Sono orgogliosa del mio lavoro. Vengo contattata da autori famosi nei loro Paesi e all’ estero che si rivolgono a me non solo per farmi tradurre in italiano le loro opere già pubblicate ma anche per affidarmi opere inedite. Mi conoscono e mi apprezzano perché sono vicina alla loro mentalità. Fiori d’Asia è una casa editrice multilingue con distribuzione globale.
5) Puoi parlarci del tuo rapporto con la cultura orientale?
La cultura orientale mi affascina da sempre. Tutti i miei studi sono sempre stati rivolti all’Asia, in particolare alla Cina e, da quando collaboro con varie associazioni di scrittori asiatici, mi sono avvicinata anche al Giappone e al Vietnam. Nel 2018 sono stata invitata dall’ Accademia di Letteratura Lu Xun di Pechino per un programma di scrittura di due mesi insieme ad autori
provenienti da tutto il mondo. È stata un’esperienza straordinaria perché mi ha permesso di conoscere autori molto validi e si sono creati degli ottimi rapporti di amicizia e di stima. Avendo tradotto numerose opere letterarie cinesi, mi è stato conferito il titolo di Friend of Chinese Literature dall ’Associazione Scrittori. Le mie ricerche antropologiche rivolte alla cultura delle minoranze etniche mi hanno avvicinato al popolo Dongba di Liiang e all’ Accademia Yulong Wenbi, che mi ha
nominata “ambasciatrice internazionale” della loro cultura millenaria. Per me è un grandissimo onore, uno stimolo per proseguire nelle mie ricerche.
6) Qual’e’ il tuo paese di origine? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese, dove mi porteresti e perché?
La mia città è Brescia ma l’ho vissuta poco perché durante il periodo universitario vivevo a Venezia e subito dopo la laurea mi sono trasferita in Cina. La mia seconda patria è lo Yunnan, nello specifico la città di Kunming, dove ho lasciato molti amici e ricordi. Se tu volessi visitare la città, ti porterei alla Foresta di Pietra, che ha formazioni calcaree risalenti a 270 milioni di anni fa. Penso che ti
piacerebbe, considerando che la tua città è Matera. A Brescia ti porterei al Capitolium perché rappresenta la romanità ed è un luogo tranquillo ai piedi del Castello Medievale.
7) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.
Qual’e’ il colore, l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più? Spiega anche i motivi.
Amo il rosso e tutte le sue tonalità. Rappresenta l’amore e la passione che provo per la cultura etnica cinese che trasmetto nei miei libri. Rosso peperoncino è il colore della terra delle campagne dello Yunnan. L’animale che più mi rappresenta è il gatto: indipendente, selettivo, a volte affettuoso, altre graffiante. Fin dalla infanzia mia mamma mi ha sempre chiamata “micia”. Il mio piatto preferito sono “Gli spaghetti di riso che attraversano il ponte”, la pietanza tipica di Kunming. Sono legati a ricordi felici della mia giovinezza. Se devo scegliere un piatto bresciano scelgo la polenta taragna perché è intrisa di vari formaggi ed è deliziosa.
8) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Esplorare l’Asia avvicinandomi a nuove culture per trovare spunti di ricerca per i miei libri. Ritornare in Giappone, dove mi aspettano per la presentazione del mio libro Yao, che ha trovato consensi tra i lettori nipponici, e in Cina visitare l’Accademia Yulong Wenbi Dongba Culture, dove sono attesa per suggellare con una cerimonia il nostro rapporto professionale e di rappresentanza.
