1) Ciao Roberta e benvenuta alla rubrica Intervista del menestrello. Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole ?
Salve, ho vissuto cinquantuno inverni essendo nata a dicembre, ultimo mese dell’anno che coincide con il fatto che sono l’ultima di sette figli. Sono una persona con un forte senso di responsabilità, avendo vissuto una vita difficile per colpa della mia disabilità, la quale non ha mai frenato la mia sete di conoscenza, stimolata da curiosità per tutto ciò che mi circonda. Sensibile, introversa e attiva su tutti i fronti, dalla politica al sociale; oggi attraverso la poesia sensibilizzo e denuncio, con spirito critico, il dramma di una umanità assoggettata alle sovrastrutture, senza neanche avvalersi del diritto di replica.
2) Noi ci siamo conosciuti durante le presentazioni del romanzo “Il petrolio di Alarico“ scritto da tuo fratello Rocco Donato Alberti . Presenta il romanzo in 100 parole,
La storia ha inizio con uno strano fenomeno ambientale: il pianeta è colpito dalla siccità a causa dell’uso incontrollato di combustibili fossili, questo mette in pericolo l’ambiente ma anche la sopravvivenza della specie umana, tant’è che uno strano virus colpisce le donne in attesa dei propri pargoli. Al capezzale della protagonista, Chiara, si snocciolano le vicende della nazione, l’imminente Secessione, le rivendicazioni del movimento rivoluzionario: acqua, petrolio, il bottino prelevato dai piemontesi nel 1860 e non ultimo il tesoro di Alarico occultato dai Borboni… tutto per risanare la Cassa del Mezzogiorno e per riportare l’umanità ai veri valori della vita.
3) A luglio 2023 hai pubblicato la tua prima silloge ” Versi in Itinere ” . Come è nata questa silloge e cosa rappresenta per te ?
È nata dalla valorizzazione dei miei versi da parte di un amico che poi ha scritto la presentazione del testo. Lui ha creduto nella semplicità delle parole e dei sentimenti, carichi di verità e mi ha spinta a credere in me stessa e a pubblicare, seguendomi fase per fase.
Per me la silloge è come un cofanetto nel quale si conservano pietre preziose e gioielli, ogni oggetto è legato ad un ricordo, un avvenimento, cosi ogni poesia è legata a un momento vissuto, felice o infelice, alla memoria di chi non c’è più e al dono di aver incontrato altre persone lungo il viaggio e… come, le dolci fanciulle che si adornano di perle, io mi illumino quando mi chiamano poetessa e leggono i mie versi.
4) Copia ed incolla una poesia della silloge qui sotto e prova a spiegare come è nata la poesia che hai scelto.
LUNA
Tu che scandisci
il tempo dentro me,
tu che conosci i miei pensieri,
tu che illumini le mie notti
lunghe e desiderose …
Affido a te i miei versi,
dedicati al mio amato lontano.
Dalla mancanza di rime
saprà che son miei.
Digli semplicemente che l’amo.
Percorro il filo come
un funambolo
al centro della tua sfera:
riconoscerà la mia forma.
Le mie labbra carnose
gli invieranno un bacio .
Polvere argentea invaderà il cielo,
lacrime cristalline di tenerezza
solcheranno le nostre guance.
Sfera silente
che di altrui luce risplendi,
di candido chiaror
illumina l’infinito
che il nostro amore attende.
22 luglio 2022
Da qualche giorno ci sentivamo telefonicamente tutte le sere, casi del tutto eccezionali tant’è che si conclusero nel giro di pochi giorni, era diventato un appuntamento speciale, desideravo sentire la sua voce quella sera ma non potevo chiamarlo. Mi rintanai nel cucinino di casa e mentre, fumando una sigaretta, osservavo la luna decisi di confidarle il mio segreto ed iniziai a scrivere i versi. Pensai: pur vivendo noi a distanze chilometriche, la luna è la stessa e gli darà il mio messaggio.
5) Qual è il tuo legame con la Basilicata? La tua terra e le sue tradizioni hanno influenzato il tuo modo di scrivere?
Mi lega alla mia terra la memoria di quelle persone che hanno vissuto e raccontato tutto il dramma di una terra con tante potenzialità e bellezze ma che non è stata apprezzata, a cui non si è dato ed anche attualmente non si dà il giusto riconoscimento per i valori etici e morali che la gente lucana ancora oggi trasmette. Terra e tradizione si fondono in un unicum di verità e speranza che sono il filo rosso che unisce i miei versi; più che influenzare il mio scrivere sono parte di me come di tanti autori lucani.
6) Qual è il tuo paese di origine? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese, dove mi porteresti e perché?
Calvello è il mio paese non solo d’origine ma dove vivo e ho sempre vissuto; ti porterei al Castello – roccaforte denominata Carafa/Ruffo, sentinella in mezzo al verde delle colline circostanti – perché dalle tante finestre potresti vedere tutto il paese, percorrere idealmente le vie, le strettoie, le scalinate, lo scorrere dell’acqua del fiume La Terra che attraversa l’abitato e contemplare la bellezza del Monte Volturino, facente parte dell’Appennino lucano, monte che s’innalza sino a toccare i 1.836 metri di altezza e il suo manto di colori, differenti a seconda della stagione in cui verresti a farmi visita: dal verde primaverile al bianco candido invernale.
7) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.
Qual è il colore, l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più? Spiega anche i motivi
Originale come gioco … ci sto!
- Il giallo colore delle vaste colline di grano che circondano il mio paese; perché è un colore luminoso che è l’essenza della vitalità.
- La mucca Podolica autoctona, vive allo stato brado, si alimenta dei frutti della terra e produce una carne dal gusto intenso; anche i derivati, come il caciocavallo che ha un sapore unico. Il bovino, rispecchia il carattere del lucano, ha un forte adattamento ad ambienti difficili e la capacità di sfruttare le semplici risorse della natura dando il meglio di sé.
- Lì “Strascënatë” con il sugo di «pezzente», piatto povero ma essenziale, (pasta fatta in casa con l’apporto delle quattro dita per incavarla, salame fatto con la carne più povera del maiale e l’aggiunta di pezzettini del cuore dell’animale, tutto insaporito con aglio e pepe piccante). Perché la farina come la carne di maiale sono alimenti semplici alla portata di tutti, che nutrono l’essere umano, senza tralasciare il piacere di gustare un buon primo piatto che ben si sposa con un calice di Aglianico.
