1) Ciao Francesco e benvenuto alla rubrica Intervista del menestrello. Vuoi
presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole?
Ho cominciato a 17 anni in radio e per una rivista in edicola, la prima dedicata al metal in Italia. Dal 2005 scrivo per metallized.it (oltre 2200 pubblicazioni), ho scritto prefazioni o interventi per vari libri e ho pubblicato, oltre ad alcuni racconti brevi con Perrone Editore, quattro saggi a mio nome con Arcana, la più importante e storica casa editrice di settore.
Mi occupo di promozione di band rock e sono talent scout di un’etichetta romana. Una mia recensione è stata usata dalla De Agostini per una pubblicazione appartenente alla
serie Viaggio nel mondo del metal (n. 56 – Warlock, True As Steel).
2) Hai fatto tantissime pubblicazioni. Puoi elencarle?
Tra pubblicazioni in rete e su carta abbiamo, limitandomi a quanto fatto dal 2005 in poi: le oltre 2.200 per metallized.it fra articoli, recensioni e interviste. Tre racconti brevi con Perrone Editore, le prefazioni della biografia Rory Gallagher, il bluesman bianco con la camicia a quadri, di Italian Thrash Metal Militia e Benvenuti all’inferno. Una mia recensione è compresa nel volume Italian rhapsody. L’avventura dei Queen in Italia e un mio lungo intervento sarà presente
nel prossimo libro di poesie di Mario Di Donato. Un mio racconto breve, pubblicato sul sito dei Viagrande Studios, mi ha fatto premiare sul palco della Sala Diana del complesso Le Ciminiere quale vincitore del relativo contest letterario nel quadro del Catania Book Festival 2023. Sopra tutto, però, ho pubblicato quattro lunghi saggi (1550 pagine complessivamente) in altrettanti anni. Donne Rocciose – 50 ritratti di femmine rock, Adepti della chiesa del metallo, Dipinto sull’acciaio – del rapporto tra heavy metal e pittura e La fisica del rock – da Einstein, Lovecraft e
Paperino a Jeeg robot, ai Queen e all’universo degli Epica, tutti per Arcana Edizioni, come accennavo prima.
3) Partiamo dal libro ” Donne Rocciose – 50 ritratti di femmine rock, ” .. Come e’ nato il progetto e cosa rappresenta per te ?
Il progetto prese le mosse da una serie di articoli scritti per Metallized. L’idea era di usare 50 figure di artiste rock affacciatesi sulla scena tra gli anni Sessanta e i nostri giorni, come pretesto per parlare di musica, certo, ma più che altro per descrivere l’evoluzione del ruolo femminile attraverso gli ultimi decenni. Ovviamente, dato che il “linguaggio articolo” è molto diverso da quello da usare per un saggio, gli articoli mi sono serviti solo da spunto iniziale. Ho riscritto e
ampliato tutto, oltre a stilare ex novo vari capitoli. Il materiale è passato così dalle 100 pagine circa degli articoli alle 430 del libro. Ho presentato la bozza del progetto ad Arcana e dopo tre giorni è arrivata una manifestazione di interesse. Dopo altri otto la firma sul contratto. Il testo rappresenta per me non solo l’esordio sulla lunga distanza come scrittore, ma anche l’inizio di una vera carriera in questo campo, che ha messo un po’ e mio malgrado sullo sfondo la mia
attività da critico musicale.
4) Proseguiamo con il libro “Adepti della chiesa del metallo”. Come e’ nato il progetto e cosa rappresenta per te?
In pratica la mia voglia / necessità di essere sempre un bastian contrario e di produrre qualcosa di inaspettato e unico. Dopo il successo di Donne Rocciose la cosa più semplice sarebbe stata quella di scriverne il seguito, magari parlando di artiste solo italiane, ma sarebbe stato troppo semplice. Tant’è che qualcuno che ha letto il mio libro lo ha fatto (frecciatina). Adepti è invece quanto di meno commerciale potessi fare in quel momento. Si tratta di un saggio quasi più da addetti ai lavori in cui, partendo dalla situazione politico-sociale degli anni Ottanta, dai miei ricordi e dalle mie esperienze personali sviluppo un’analisi della società italiana attraverso la musica e la comparazione con la situazione in altri paesi. Spiego perché il rock in Italia non è popolare e descrivo come e perché la critica italiana sia di basso livello e generalmente poco preparata circa i fondamentali che una critica deve avere. Analizzando anche l’impreparazione delle band nel presentarsi sulla scena in modo professionale. Non ti dico quanti amici mi sono fatto. Il titolo deriva dal fatto che il cuore del libro è rappresentato dall’analisi della sociologia e della filosofia legata al metal e alla comparazione dei suoi metodi di comunicazione con quelli della chiesa cattolica. A questo è seguito Dipinto sull’acciaio, che analizzava il rapporto tra heavy metal e pittura dal Trecento a oggi, con la seconda parte dedicata al mondo degli illustratori contemporanei. Anche qui ampio spazio a letteratura, scultura, fotografia, filosofia e molto altro. In questo libro sono presenti ospiti di altissimo rango, così come in quello precedente e in quello successivo.
5 ) Ed ora parliamo del libro ” La fisica del rock. Da Einstein, Lovecraft e Paperino a Jeeg Robot, ai Queen e all’universo degli Epica”. Come e’ nato il progetto e cosa rappresenta per te ?
L’idea mi è venuta già mentre scrivevo Dipinto sull’acciaio. Ovviamente, ho dovuto accantonarla per terminare quello scritto e poi per dedicarmi alla sua promozione, che è durata circa diciotto mesi. Tutto nasce dalla mia voglia di esplorare territori vergini, di sviluppare un certo filo conduttore che unisca tutte le mie opere tramite collegamenti in un certo senso ipertestuali, ma in un’opera cartacea. Apparentemente molto distanti l’uno dall’altro, ma uniti dall’idea che la
musica rock-metal sia cultura. E di converso, di fare cultura attraverso la musica. Trattando anche argomenti “alti” e cercando relazioni poco immediate, ma importanti e profonde. In questo caso e per sintetizzare davvero al massimo perché all’interno del libro c’è molto di più, la relazione intercorrente tra musica rock (e non solo), scritti di Lovecraft e fisica quantistica. La fisica del rock rappresenta un ulteriore step nella direzione solitaria che ho intrapreso.
6) Qual è il tuo paese di origine? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese, dove mi porteresti e perché.
Vivo a Messina, ma sono nativo di Enna. Ti porterei pertanto al Castello di Lombardia. É uno dei castelli medievali più grandi d’Italia (uno dei primi tre) ed è costruito su una fortezza sicana risalente a oltre duemila anni fa. Sicuramente il principale biglietto da visita della mia città natale. Dalla sua torre si gode un panorama assolutamente unico, con una vista di decine e decine di chilometri sulle valli sottostanti, visto che Enna è il capoluogo di provincia più alto d’Italia.
7) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.
Qual è il colore, l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più? Spiega anche i motivi.
Se parliamo di Sicilia, i gialli e i blu. Anche per quanto riguarda la cucina potrei citare decine di alternative. Restiamo sul classico: l’arancino o la focaccia messinese. Anche come animale ci sarebbero tanti possibili esempi. Cito l’aquila ennese e il leone di Messina, le mie due città e quindi le mie radici.
8) Progetti per il futuro?
Adesso sono in piena promozione di La fisica del rock e dato che sono nel settore e la gestisco personalmente, prevedo di andare avanti per almeno un anno. Poi, appena mi tornerà la voglia, passerò al progetto editoriale successivo. Probabilmente in parallelo alla promozione di cui sopra, come ho sempre fatto. Ancora non so di cosa parlerà, ma sicuramente non concederò molto al mercato. Quello che mi interessa è solo sviluppare un discorso culturale svincolato
dalla commercialità del prodotto e finché la casa editrice continuerà a sostenermi, andrò avanti per la mia strada.
Grazie Francesco
