1) Ciao Maria Chiara e benvenuta alla rubrica Intervista del menestrello . Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole ?
Ciao Domenico e innanzitutto grazie per questa bella opportunità. Come ben sai faccio fatica con le presentazioni, ma ci provo:
Sono nata vicino al mare, a Civitavecchia, nel 1970. Quindi ho 23 anni, o comunque questi sono quelli che mi sento di avere. Mi piace leggere, scrivere, fare e guardare teatro. Queste sono le passioni che mi fanno battere il cuore per l’emozione.
L’altra mia grande passione è cucinare, e ovviamente mangiare. Per quanto queste cose possano sembrare slegate per me sono invece complementari. L’arte è cibo per l’anima e da sempre ho cercato, e spesso trovato, un connubio tra le due cose.
Di più non so dire, ma come sai ho il dono della sintesi.
2) Partiamo dalla tua prima grande passione : il teatro . Cosa rappresenta per questo mondo ?
Il Teatro per me è il posto dove ho potuto esprimere tutte le mie sfaccettature, anche le peggiori, per poter interpretare al meglio i personaggi che mi venivano assegnati. E’ un posto dove si fatica molto, emotivamente e fisicamente. In un mondo che ci porta spesso ad essere in mille posti velocemente, anche grazie alla tecnologia, il Teatro ti costringe, ti inchioda dentro una storia, ti obbliga a viverla minuto dopo minuto, anche quando sei dietro le quinte. Se esci dalla storia anche solo per un momento danneggi lo spettacolo e offri al pubblico un prodotto di bassa qualità. Il Teatro ti lega al “qui e ora”, ti fa vivere una volta sola ma in maniera profonda.
3) Potresti pubblicare qui sotto un tuo monologo ?
Questo è un monologo che fa parte dello spettacolo “Quello che non sai di te”, con cui ho vinto la menzione della giuria al premio di Ascoli Piceno nel 2022
L’ultima volta che ho dormito bene neanche me la ricordo più. Deve essere stato tanto tempo fa, e a volte ancora non ci riesco. Non sempre almeno. Per tutti la notte è il momento dei fantasmi, per noi invece, era diventato quello della verità. Come un attore professionista di giorno si calava nel personaggio di padre e marito modello, amico fidato e disponibile, grande lavoratore. Il suo pubblico ancora applaude le sue impeccabili performance. Quando i riflettori calavano su questa edizione speciale del Grande Fratello usciva fuori lui. E io sentivo i fuori onda, come quando si lascia un microfono acceso e si sente il dietro le quinte. Colpi attutiti, grugniti rabbiosi facevano da contraltare a singhiozzi sommessi e pianti strozzati. E io mi dicevo “possibile che il microfono non si rompa mai? Possibile che non rompa ancora?” Possibile che questo microfono non si rompa nemmeno dopo tutto questo tempo? Possibile? Possibile…
4) Qual’e’ il tuo consiglio per una persona che decide di scrivere un racconto
Premesso che non sono un insegnante e che spesso sono io la prima persona ad averne bisogno, l’unico consiglio che mi sento di dare a chi decide di scrivere un racconto è “scrivi! Butta giù tutto quello che ti viene in mente, dopo che avrai scritto si fa sempre in tempo a correggere, ma se la pagina resta bianca non puoi fare proprio niente!”
5) Ultimamente hai ottenuto un bel riconoscimento, Puoi condividerlo con tutti noi ?
Ho vinto la mia prima pubblicazione e ne sono felicissima. Avevo scritto in passato altri racconti ma non avevo mai tentato la via dei concorsi. Quest’anno, con un mio racconto, sono presente nell’antologia di Natale della Land, che ringrazio per avermi dato fiducia.
6) Ricopri il ruolo di giurata nel Premio Letterario Lo Spirito del Natale. Cosa rappresenta per te questo ruolo ?
Oltre che un onore e un piacere per me significa prima di tutto sentirmi a casa, e questo grazie a te Domenico che fai l’impossibile per far sentire così tutti noi giurati. Poi sicuramente è una grande opportunità di crescita e di conoscenza, poter leggere degli scritti con un occhio esterno. Mi aiuta anche a riconoscere quelle cose che sono ben fatte e quelle meno, cose che posso correggere anche quando scrivo io.
7) Qual’e’ il tuo paese di origine ? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese , dove mi porteresti e perché
“Civitavecchia bella città d’incanto, che a tutti piace tanto, che a tutti piace tanto…” così dice la nostra canzone. E il posto che meglio la rappresenta, secondo me, a livello di “umanità” è il nostro mercato, con i personaggi locali che tutti conoscono e le attività spesso tramandate di padre in figlio. Poi sicuramente ce ne sono altri di posti da vedere, ma il mercato e la sua gente è nel mio cuore.
8) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.
Qual’e’ il colore , l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più ? Spiega anche i motivi
Il colore è quello del mare che non è mai lo stesso ma cambia in base al tempo. L’animale è il gatto. In realtà ho un cane e due gatti, i cani li ho sempre amati, i gatti li ho iniziati ad amare da una decina d’anni, prima mi facevano paura. Il piatto che mi rappresenta sono i biscottini di Natale, da noi detti “le biscuttine”. Diciamo che c’è una ricetta di base ma poi ogni famiglia la modifica e la fa sua. Hanno un contenuto calorico elevatissimo, contengono burro, strutto, cioccolato, mandorle e nocchie e un sacco di altra roba. Poi c’è chi ci mette i canditi e chi no. Si preparano l’otto di dicembre e ci vuole un sacco di tempo per farli perché ne prepariamo a palate, visto che devono durare per tutte le festività e vanno anche offerti. Nonostante sia nata a Civitavecchia io ho vissuto sempre a Roma fino a quattordici anni fa, quando mi sono trasferita con marito e figli. Quell’anno ho chiesto la ricetta alla mia vicina di casa e poi l’ho adattata al nostro gusto. Così ho potuto dire “ok, ho preso davvero la cittadinanza”.
9) Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?
Ho un paio di cose in cantiere per ciò che riguarda la narrativa, e poi voglio tornare a scrivere anche per il Teatro, ma faccio una cosa per volta, voi comunque restate sintonizzati!
Grazie Maria Chiara.
