L’intervista del Menestrello. Ospite : Cinzia Fiore Ricci

1) Ciao Cinzia e benvenuta alla rubrica Intervista del Menestrello. Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo cento parole?

Buongiorno Domenico, grazie per questo spazio che mi hai dedicato.

Scrivo e leggo con passione sin da bambina, inizio a pubblicare (per gioco) alla fine del 2013 portando alla luce un romanzo che avevo scritto un anno prima. Mi sono buttata in una nuova avventura senza sapere nulla di come si pubblica e promuove un libro, però mi ha entusiasmata talmente tanto che ho continuato.

2) Puoi elencare le tue pubblicazioni?

La Rosa del Mare, romanzo pubblicato nel 2013 prima in self, poi preso dalla Edizioni Rei; al momento non è in commercio;

Fino all’ultimo respiro, romanzo pubblicato nel 2016 con ErosCultura, in commercio ancora per poco, nascerà più in là una versione più bella.

L’origine del peccato, romanzo pubblicato self nel 2019, anche quello sarà presto ritirato per restyling;

Stanza numero 7, pubblicato nel 2020 dalla Brè Edizioni, scritto insieme a Monia Morganti; è un romanzo noir, giallo, erotico.

Come tu mi vuoi, racconto erotico pubblicato con ErosCultura lo scorso anno con lo pseudonimo Lisa Steiner;

Si trovano ancora le mie raccolte di poesie: Essenza di Donna e Appassionata_Mente, pubblicate self tra il 2017 e 2018.

Inoltre, ho pubblicato altri racconti che sto riscrivendo man mano che li riprendo dai vari progetti a cui ho partecipato.

3) Puoi pubblicare una tua poesia qui sotto e spiegarci come è nata?

Ho superato l’ardore,

la passione e i delitti dell’amore,

eppur son viva.

Ho delineato mille volte i contorni della mia vita

capendo ogni volta di non avere confini.

Ho pianto lacrime disperate inseguendo sogni

rinunciando alla ragione,

eppur son viva.

Ho fatto i conti con i limiti dell’umanità

con la stupida crudeltà

che è capace di commettere

quando vado via.

Eppur son viva.

Io vivo oltre,

dove pochi arrivano,

dove non esiste il compenso,

bensì il trionfo.

Io sono troppo

e il troppo spaventa.

Incurante oggi

inseguo attimo sublime

e tengo stretti i miei sogni

fino alla morte,

perché son viva

e nell’eterno vivo.

Questa poesia l’ho scritto in un momento molto delicato della mia vita, quando ho capito che non posso fermarmi per aspettare gli altri specialmente quando gli altri non sono così entusiasti di camminare con me. Ho perso tempo in passato aspettando persone a cui tenevo ma purtroppo la cura, il bene e l’attenzione che ricevevo non era la stessa che donavo io; allora sono andata via, punto, basta, fine. Inutile dirti che non trovando più il loro cuscinetto comodo mi hanno stata accusata di essere una persona egoista, perché il mio tempo e le mie risorse non le gettavo più in pasto a porci irriconoscenti. Nella poesia che ho scritto credo di aver trovato parole molto più sane ed equilibrate in confronto a quelle dette adesso, per cui ne vado fiera, sia nel componimento, sia dell’amor proprio ritrovato.

4) Ti chiedo di scegliere un solo libro tra i tanti che hai pubblicato. Parlaci di come è nato il progetto del libro che hai scelto.

Ogni libro ha dietro di sé la storia della sua nascita così come ha un grande valore per l’autore perché facente parte della sua vita, proprio come un figlio. Ti parlerò del primo che scrissi perché quello porta con sé una magia che gli altri non hanno. Credo infatti che il successo che inaspettatamente ebbe fu proprio grazie a quella sorta di magia o alone positivo con cui era stato concepito. Era estate, lavoravo ma c’era pochissimo lavoro per cui mi annoiavo, passavo dalla lettura di un libro all’altro non trovando più quell’attrattiva che in genere trovo. Ho solo aperto un file senza avere la benché minima idea di cosa buttarci sopra, ho iniziato a scrivere, ho sciolto le trecce ai cavalli senza pensare a niente. Non ho smesso finché non l’ho terminato, un mese dopo. Poi ne ho scritto un altro, anch’esso un mese, una volta finito ho richiuso i file e l’ho lasciati a dormire nel pc. Passa un anno, vado al mare, quell’anno trovo un piccolo angolo di paradiso non lontano da casa dove c’è una piccola insenatura. Di mattina presto si sta tranquilli, forse dopo le dieci un po’ meno. L’acqua è pulita, ci girano piccoli pesci e soprattutto c’è pace. Faccio il bagno, nuoto, poi resto a godermi il sole e resto a galla, pancia in su, orecchie nell’acqua. Non c’è caos, solo il rumore del mare. Lì accade la magia: mentre disperdo lo sguardo nel cielo azzurro vedo il libro scritto un anno prima, mi viene in mente la storia, una rosa rossa. Devo rimetterci le mani, penso e neanche finisco il pensiero sento un’energia pazzesca, come se mi fosse arrivata dall’universo. Una volta tornata a casa ci rimetto le mani con un vigore che non provavo da tempo; mi fermo solo quando lo vedo pubblicato self su una piattaforma. Così è iniziata la mia avventura di scrittrice, non l’ho voluto io, ma l’universo, quel giorno.

5) Parliamo di Cinzia che coltiva la sua passione per la scrittura. Puoi spiegare come è cambiato il tuo modo di scrivere e cosa hai fatto, durante questi anni, per migliorare?

In questi anni ho sperimentato vari generi scrivendo racconti, romanzi, poesie, silloge con l’intenzione di mettermi alla prova e trovare la mia voce narrativa. In seguito, durante la pandemia, ho approfittato dello stop di ogni sorta di attività per studiare; da allora seguo un percorso di studi/formazione inerenti alla scrittura che mai smetterò perché di imparare non si smette mai. Grazie allo studio sto vivendo una rinascita che mi permetterà di scrivere, in futuro, con maggiore consapevolezza.

6) Qual è il tuo paese di origine? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese, dove mi porteresti e perché. 

Io sono nata a Roma, quindi capisci che scegliere un solo posto dove portarti è dura. Se proprio devo scegliere allora ti porto a vedere la Basilica di San Pietro, perché credo sia quello l’ombelico del mondo.

7) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.

Qual è il colore, l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più? Spiega anche i motivi.

Il colore della mia città è un rosso molto scuro, simile al marrone, sembra terra imbevuta di sangue. Da ragazza vivevo vicino Saxa Rubra, Piazza Rossa per l’appunto, dove Costantino fece (e vinse) la battaglia di Ponte Milvio. Su monte di fronte la piazza c’è la croce: si racconta che la sera prima della battaglia apparve, all’imperatore e ai suoi soldati, un angelo che porgendo la croce predisse: “Con questo segno vincerai”.

L’animale: Il leone che sbrana nell’arena del Colosseo.

Il piatto: pollo con i peperoni, ricco di colori (gialli e rossi), sapori e odori tipici della nostra città.

8) Un’ultima cosa. Svolgi il ruolo di giurata in alcuni concorsi letterari. Puoi spiegare alle persone che leggeranno questa intervista come vivi questo incarico?

Sono orgogliosa quando mi viene proposto di fare la giurata e cerco di essere il più professionale possibile. Leggere componimenti altrui e doverli “giudicare” non è un compito facile perché in quel momento non si sta valutando solo un testo bensì un autore che ha messo cuore in quella produzione. Cerco di ascoltare quel cuore, con rispetto.

Grazie Cinzia .


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