1) Ciao Stefano e benvenuto alla rubrica Intervista del menestrello . Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole ?
Ciao Domenico, grazie a te e alla Casa del Menestrello per lo spazio concessomi e l’opportunità di questa chiacchierata. Presentarsi non è mai facile, si tende a correre il rischio di eccedere nella prolissità. in poche parole sono Stefano Baldinu, ragioniere di professione e apprendista di bottega della poesia per diletto e per passione.
2) Puoi elencare le tue pubblicazioni. Nelle prossime domande parleremo della tua prima ed ultima pubblicazione
Ad oggi ho all’attivo la pubblicazione di otto sillogi poetiche. Sette in qualità di unico autore e sono: “Sardegna” (Dream Entertainment, 2010), “Scorci piemontesi” (Aletti, 2012), “Genova per me” (Aletti, 2013), “Le creazioni amorose di un apprendista di bottega” (Helicon, 2017), “Boghes/Voci” (Puntoacapo, 2021), “Storie” (Centro Culturale L’Ortica, 2023), “Finestre” (LeMezzelane, 2023). Una quale co autore assieme alla poetessa Alessia Guarraci: “Seduzioni verbali” (Il Foglio Letterario, 2023).
3) Partiamo dalla I Pubblicazione, “Sardegna”, Come e’ nata questa pubblicazione ? Cosa ha rappresentato per te ?
La prima pubblicazione “Sardegna” è nata per caso, potremo definirla “un figlio arrivato e non programmato”. A seguito della mia partecipazione al Premio Wilde nel 2009, dove avevo conseguito il risultato di finalista a ridosso del podio, le Edizioni Dreams Entertainment mi proposero la possibilità di pubblicare un libro. Avevo messo assieme del materiale inerente la terra delle mie radici, ovvero la Sardegna, e così risposi affermativamente. Pur con un linguaggio molto acerbo, che non rinnego perché allora quelle erano le parole che mi rappresentavano, questo libro ha rappresentato il mio ingresso ufficiale nella poesia. Un libro che parla di storia, di bellezze naturali, degli affetti personali legati all’isola. Diciamo un primo atto d’amore nei confronti della Sardegna.
4) Copia ed incolla qui sotto una poesia tratta da “Sardegna” . Prova a spiegare come e’ nata la poesia che hai scelto.
IL MIRACOLO DI SAN DEMETRIO
Mio nonno mi disse: “Guarda sul tetto della chiesa, osserva la follia dell’uomo che volle sfidare Dio. L’uomo avido di brama e di nequizia volle rubare il corpo di S. Demetrio vescovo. Ma S. Demetrio, più scaltro, aprì una fessura nel tetto richiudendola sul ladro. L’uomo urlò, imprecò, ma il santo, irremovibile, lo lasciò lì ad ammonimento delle genti. Guarda e osserva la mestizia dell’uomo e la furbizia del cielo”.
Ho scelto questa piccola prosa poetica perché mi ricorda in primis mio nonno paterno, guida e fonte di saggezza, e poi le storie che amava narrare ad un bambino piccolo tutte le volte che mi portava con sé nella vigna. Nel paese di Sindia, Provincia di Nuoro, vi è la bellissima chiesa romanica di San Demetrio e proprio a metà del tetto compare una piccola scultura di pietra raffigurante una persona la cui testa pare emergere all’aperto. Mio nonno amava raccontarmi la storia di un ladro che, introdottosi in chiesa facendo un’apertura sul tetto, voleva rubare le reliquie di San Demetrio. Dopo averle sottratte volando uscire da dove era entrato si narra che il santo maledicendolo fece sì che il tetto si richiudesse non appena avesse messo fuori la testa. Così è rimasta questa leggenda a monito di chi avesse voluto riprovarci. Questo racconto mi è sempre rimasto così impresso da averlo successivamente voluto raccontare a mia volta.
5) Parliamo dell’ultima Pubblicazione, “Finestre”, Come e’ nata questa pubblicazione ? Cosa ha rappresentato per te ?
“Finestre” è il frutto di una pubblicazione omaggio ricevuta a seguito di un primo premio conseguito al Concorso Letterario “La pelle non dimentica”. Anche questo potremmo definirlo “un figlio non programmato”. Rappresenta, come ho avuto modo di scrivere nel post di uscita della raccolta, per me l’essermi messo alla prova utilizzando un approccio al linguaggio poetico totalmente differente da quello al quale sono abituato. Dovuto, anche, ai suggerimenti e ai consigli ricevuti sia da amici poeti affermati che da una cara amica poetessa italiana di livello internazionale. Ma rappresenta altresì il desiderio di aprirmi, spalancarmi come probabilmente non ero ancora riuscito a fare sia sulla realtà che mi circonda che dentro di me.
6) Copia ed incolla qui sotto una poesia tratta da “Finestre”. Prova a spiegare come e’ nata la poesia che hai scelto.
LA STAFFETTA
(per il mio compleanno e per mio fratello)
Venire al mondo in un giorno di sabato
quasi allo scadere di un tempo regolamentare
quando sulla carta la nazione compie gli anni.
Per qualcuno quello è stato un nuovo inizio,
la nascita di un altro universo.
Ma occorreva coraggio a mettere fuori la testa
a metà strada di un anno di confine,
intravedere la luce al posto di chi
due anni prima era stato fermato
ad un passo dal traguardo.
Ce n’è voluto di coraggio, si, a raccogliere
tutto il peso del suo testimone
e correre gli ultimi cento metri urlando
due respiri oltre quel traguardo ignoto
che chiamano vita.
Ho scelto questa poesia perché rappresenta, credo, il vertice, o almeno quello sicuramente più significativo, della mia ricerca introspettiva. Questo breve testo scritto con linguaggio forse un poco arduo e criptico è dedicato non tanto al giorno della mia nascita in sé, ma cosa questa ha rappresentato. Io sono venuto due anni dopo la scomparsa del primo figlio dei miei genitori, lui avrebbe dovuto prendere il mio nome, avvenuta subito dopo la nascita a fine maggio del 1977. Per questo, in un certo senso, la mia venuta al mondo è stata come aver ricevuto il testimone dal primo staffettista durante un gara e correre all’impazzata fino al traguardo per vincere. Vuole essere un omaggio anche al fratello che non ho avuto e con il quale ogni tanto parlo. Nel testo si fa un breve riferimento al fatto che la mia data di nascita combacia con la data di istituzione in Italia della Repubblica, avvenuta il 2 giugno 1946.
7) Ricopri il ruolo di giurato in diversi concorsi. Cosa rappresenta per te questo ruolo ?
Ricoprire il ruolo di giurato lo ritengo sin dalla mia prima esperienza un passo importante da compiere e che consiglio a chiunque, come me, ha la passione della scrittura. Pur impegnativo trovo che sia un arricchimento umano e “professionale”, nel senso della scrittura, fondamentale perché permette di porsi in ascolto, con il cuore, di chi scrive, di chi ha scelto di condividere un atomo della propria anima con te. E porsi in ascolto è, a mio avviso, il primo passo per comprendere se stessi e il prossimo.
8) Qual’e’ il tuo paese di origine ? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese , dove mi porteresti e perché
Pur avendo in me radici sarde e toscane, la mia città di nascita è Bologna al quale sono legato e nel quale ho vissuto fino ai venticinque anni. Fra le innumerevoli bellezze in essa contenute, a volte sconosciute persino ai bolognesi stessi, quella che reputo imprescindibile da mostrare fossi una guida turistica sarebbe il complesso delle chiese di Santo Stefano. Affacciato su una delle piazze, a mio avviso, più belle non solo di Bologna, ma anche d’Italia è un’insieme di chiese costruite per riprodurre il complesso del Santo Sepolcro in Terra Santa. E’ un luogo devoto e caro ad ogni bolognese anche perché all’interno vi sono sepolti i resti dei Santi Vitale e Agricola, primi patroni della città, e il corpo di San Petronio, attuale patrono.
9) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio. Qual’e’ il colore , l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più ? Spiega anche i motivi
Mi perdonerai, Domenico, se anziché di terra parlerò di terre. Convivendo in me la Sardegna, l’Emilia-Romagna e la Toscana vorrei rapportare a queste Regioni le mie “sembianze” sotto forma di colore, animale e piatto tipico. Pertanto per quanto riguarda il colore direi il verde associandolo alla Toscana e nello specifico all’area del paesino della Provincia di Lucca da dove proviene mia mamma. In merito all’animale ho pensato all’asino, associato alla Regione Sardegna, per la sua duttilità, mitezza e cocciutaggine allo stesso tempo. Per il piatto tipico sicuramente il tortellino, associandolo all’Emilia-Romagna, in quanto racchiude in sé tradizione e innovazione, ricchezza e semplicità.
10) Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?
Nel futuro mi piace immaginarmi ancora sicuramente a scrivere versi per migliorarmi e poter arrivare ancora più in profondità sia nelle cose che nel cuore delle persone. Di concreto ci saranno due sillogi in uscita, spero entrambe entro il 2024, e la volontà di riprendere la scrittura per il teatro altra mia grande passione.
L’intervista del Menestrello. Ospite : Stefano Baldinu.
by
Tags:
