1) Ciao Marilyne e benvenuta alla rubrica Intervista del menestrello . Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole ?
Sono una solitaria che ama la compagnia della natura, degli umani, dei libri e dell’arte. Perciò, scrivo e leggo perché sono un modo di combinare queste due caratteristiche opposte. Sono stata insegnante, collaboro con varie riviste, ho creato un associazione e un sito dove invito poeti e artisti a creare secondo le proposte tematiche che faccio – mi piace dire la poesia mia o degli altri e collaborare con artisti e musicisti.
2) Hai pubblicato ” Il libro di sabbia “. Come e’ nato questo progetto?
Il Libro di Sabbia raccoglie poesie scritte in Italia (una sezione, Labirinto delle notti, è ispirata a la mia città d’elezione, Parma) prima di essere pubblicate in Francia, in Francese. Il titolo nasce dalla prima poesia, nata dopo le altre, ma che mi sembrava dare all’insieme il suo senso : Sabbia è una figura mitica che mi è apparsa come una donna insabbiata, la cui voce tenta di esprimersi – quello che faccio poi, per lei, con la poesia.
3) Copia ed incolla qui sotto una poesia tratta da Il libro di sabbia . Prova a spiegare come e’ nata la poesia che hai scelto.
Scelgo di presentarvi un passo di Re Cervo, che s’ispira alla mia prima visita alla Rocca Sanvitale, di Fontanellato : contiene una stanzina buia, la cameretta di Diana, interamente affrescata dal Parmigianino con il mito di Atteone, il cacciatore mitico sbranato dai suoi cani per avere sorpreso la nudità della dea Diana al bagno. Entrando in questo luogo esiguo, come una cava uterina, si prova (avevo la fortuna di essere sola visitatrice) una sorta di tranche : mi sono sentita trasportata nella parvenza del bellissimo ritratto androgino di Atteone, dipinto mentre si trasforma, con la testa di un cervo triste. E quest’esperienza che provo a rintracciare in questo passo della poesia.
Ora sognavo
Sull’impannata chiusa il sole iridizzava l’occhio bruno e doloroso d’un cervo
E l’occhio
Riflettendosi su se stesso
Creava l’illusione di un secondo occhio
Tenero
E insondabile
Ed eravamo in questo villaggio fra i due occhi del cervo
Come al centro del mondo
Ed ero io questo villaggio dagli occhi di cervo
Ero Io il cervo squartato tra animale e vegetale
Piccoli specchi scintillavano nel cuore delle parole
Frattale e frammentata osservavo l’umana forma in me
Dissolversi
4) Hai scritto ” L’anneau de Chillida ” . Come e’ nato questo libro?
Come avete capito, m’ispirano molto i miti e il lato « magico » (per me) della fisica o della matematica , che permettono di andare oltre il mondo delle percezioni usuali e del reale. M’ispirano anche la natura e le opere d’arte (il moi primo libro pubblicato, L’Ultima Opera di Fidia, s’interroga sulla sorte delle opere d’arte e degli artisti nel tempo : chi conosce ancora Fidia, il più importante scultore della Grecia classica ? cos’è rimasto della sua opera ? Frammenti delle sculture del Partenone, una testa di cavallo oramai al British museum – e nella mia immaginazione, forse uno dei sassi che raccoglievo bambina sulla spiaggia, resto di un viso di dea logorato e polito dal mare).
Eduado Chillida è uno scultore e incisore basco di San Sebastiano, Un suo moto è in apertura della mia raccolta :
“Il dialogo con le forme è più importante che le forme stesse.”
Le sue opere monumentali hanno dei nomi poetici : pettine del vento, armonia del suono, elogio dell’orizonte…
Mi fanno sognare, mi portano in questo stato di rêverie nel quale nascono le poesie. Ho quindi immaginato di possedere una scultura di Chillida a forma di anello, un poco come un anello borromei, o un nastro di Moebius, una figura che in matematica e in topologia, non è orientata – non ha sopra o sotto, interno o esterno, ne prima ne dopo … Per me, è una perfetta macchina poetica che trasporta nella memoria, sia personale quanto collettiva, collega tutto, porta all’unità – e ne ho fatto l’ingresso alla raccolta con la poesia-invito che vi propongo di leggere qui sotto
5) Copia ed incolla qui sotto una poesia tratta da ” L’anneau de Chilidda ” Prova a spiegare come e’ nata la poesia che hai scelto.
Chiudi gli occhi, poi
premi il dito sulle palpebre per creare l’essenziale
scintillio di mimosa dello sfondo.
Pazienza :
aspetta
lo schizzo stellare,
lo scoppio dinova, nel profondo del nero degli occhi riaperti sullo spazio interiore.
Quindi immagina un anello,
un anello di ferro o acciaio molto grande – molto – non troppo! – che si specchia girando su stessa e si avvolge, e che tu percorri, ad occhi chiusi, a tentoni.
Inizi dall’interno del metallo freddo, che senti sotto le dita, percepisci perfino il sapore del ferro sidereo mentre cammini sul nastro.
Avanzi, passo dopo passo, e ti ritrovi immerso nella profumata spruzzata di mimosa della tua infanzia – le tue dita sgrannano la soffice costellazione dell’acacia dealbata che accarezza anche le tue guance e pronuncia sulle tue labbra le mute parole del ricordo. ..
Vai avanti
lungo il nastro che gira su se stesso, e oplà –
il metallo ghiacciato della vita ritorna frusciando come un’onda,
vai avanti…
Eccoti preso nel movimento perpetuo dell’anello d’eternità che si trova, nel mio museo immaginario, sotto il nome di Chillida.
6) Cosa rappresenta la poesia per te ?
Non è una domanda facile e richiede più piani di risposta– per me, è prima di tutto un modo di vivere – un modo di essere nel mondo, e vederlo oltre l’apparenza – e in questo modo, non è specifico alla scrittura di poesie – si può trovare la poesia nella pittura, nella foto… nello sguardo. E penso che ci siano anche dei poeti che non hanno mai scritto, ma lo sono perché sanno trasmettere il modo di guardare il mondo. E scrivere della poesia, per me, è provare a trasmettere quello – offrire ai lettori uno strumento per capire il mondo. A me piace di più farne vedere la bellezza, che mi colma anche nelle piccole cose, le sfumature che la velocità del nostro modo di vivere impedisce di assaporare. Ma è poesia anche quella che prova ad attirare lo sguardo su queste cose che si preferisce ignorare per rimanere tranquillo nel suo conforto. In tutti il modi, si tratta di sguardo sul mondo.
7) Ricopri il ruolo di giurata in diversi concorsi. Cosa rappresenta per te questo ruolo ?
Come per la mia attività di redattrice per una rivista, o per il sito Embarquement Poétique, far parte della giuria di un concorso è partecipare alla diffusione della poesia dando ad ognuno la possibilità di proporre uno scritto – sono fondamentalmente convinta come scriveva Rimbaud, che la poesia debba essere di tutti – e un concorso, un appello alla scrittura è un incentivo all’espressione.
8) Qual’e’ il tuo paese di origine ? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese , dove mi porteresti e perché
Sono Francese, nata a Lilla, nelle Fiandre, vivo a Nizza, vicino all’Italia, che è per me una seconda patria – il mip paese di cuore – scoperto 40 anni fa, quando mi sono sposata con un Italiano. Mi piace il fatto di vivere vicino a una frontiera – perché in qualche modo, mi rassicura la presenza di un’altrove a portata di mano. Nello stesso modo, ho bisogno di sentirmi vicina al mare – questo è il maggiore altrove, aperto sull’infinito. E proprio per quello, che il luogo dove ti porterei, caro Domenico, sarebbe il paese della mia infanzia, la Costa d’ Opala, di fronte all’Inghilterra della quale si vedono le scogliere. Ma, bisognerebbe portarti anche indietro nel tempo, quando il villaggio di Wissant dove vivevano i nonni non era ancora una destinazione conosciuta, e avevo per me sola la lunga spiaggia tra la scogliere del Cap Blanc Nez e le rocce nere del Cap Gris Nez.
9) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio.
Qual’e’ il colore , l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più ? Spiega anche i motivi
Mi piacciono i colori caldi, come il rosso o l’arancione – ma non so se mi definiscono, forse più il grigio verde del mare della mia infanzia, che è anche il colore dei miei occhi.
L’animale che mi assomiglia potrebbe essere forse il gatto, amichevole e diffidente, fedele ma libero, dolce ma armato se necessario… poi, tranquillo, per chi ama vivere fra i libri. Oppure l’uccello, perché canta per esprimersi, e il mio sentimento è che la vita si debba cantare e incantare.
Un piatto tipico, sarebbe la torta di zucchero che mi faceva la Nonna , di domenica – te ne do anche la ricetta e per me le ricette sembrano delle poesie :
Per l’impasto, ci vogliono 100 ml di latte, 2 uova, 80 g di burro, 1/2 cucchiaino di sale, 300 g di farina e 15 g di lievito fresco
Per guarnire servono 1 uovo, 2 cucchiai di crème fraîche densa, 80 g di vergeoise (è uno zucchero bruno, tratto dalla barbabietola, ma zucchero di canna puo anche andare) e 40 g di burro
Quando hai tutto, metti la farina in un recipiente, fai una fontana e metti al centro il lievito diluito in 3 cucchiai di latte tiepido, le uova sbattute a frittata, il sale e il resto del latte.
Si amalgama il tutto poi si aggiunge il burro freddo tagliato a cubetti. S’impasta fino a quando l’impasto non è più appiccicoso, ci vogliono circa 10-15 minuti.
Si copre l’impasto con un canovaccio e si lascia riposare in un luogo tiepido per 1h30. Ci vuole pazienza – come per la scrittura.
Quando il tempo è venuto, si versa l’impasto sul piano di lavoro infarinato e e si lavora per qualche secondo per eliminare l’aria. Si ripone in uno stampo imburrato e infarinato.Devi stendere l’impasto a forma di disco che si adatterà allo stampo e lo lasci riposare nuovamente per 1 ora.
Preriscaldiil forno a 190°C.
Amalgami la panna e l’uovo, poi faidei buchi con il dito su tutta la superficie dell’impasto e la ricopri con il composto panna e uova.
Cospargi con zucchero di canna e pezzetti di burro.
Metti in forno per 30 minuti. Aspetti che si raffreddi prima di sformarlo.
Si gusta meglio con un café – ma nella tradizione fiamminga, va bene anche con una birra.
10) Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?
Tanti sono i progetti, e tanto poco il tempo che rimane – vorrei potere finalizzare tutti progetti di libri miei che aspettano nei cassetti – Poi ho finito la traduzione di un libro di Luca Ariano, che vorrei pubblicare in Francia, e l’ultima antologia del sito « Embarquement Poétique », sulla presenza del corpo del poeta nella sua opera. Prevedo anche la presentazione di un nuovo libro d’artista con musica e pittura, e i miei prossimi spostamenti sono per Parma, dove vorrei assistere alla presentazione dell’antologia Fiorire l’inverno, diretta da Emanuela Rizzo, poi la Primavera dei poeti e il Mercato della poesia a Parigi a giugno
