L’intervista del Menestrello. Ospite : Lucia Lo Bianco .

1)Ciao Lucia e benvenuta alla rubrica Intervista del menestrello. Vuoi presentarti ai nostri lettori utilizzando massimo 100 parole?
Saluto per cominciare i lettori della Casa del Menestrello e ringrazio te, Domenico, per avermi offerto l’opportunità di presentarmi parlando della mia scrittura. Sono Lucia Lo Bianco, una docente di lingua e letteratura inglese in un Liceo di Palermo e già da alcuni anni scrivo poesie e racconti oltre a collaborare con alcune testate giornalistiche per articoli e saggi d’attualità. Ho pubblicato finora sette sillogi di poesie, una raccolta di racconti, un romanzo e sono di prossima uscita un’altra silloge e nuovi racconti. Sono anche membro di molte giurie letterarie e nel frattempo lavoro al mio secondo romanzo.


2) Hai pubblicato un libro intitolato “Sono occhi scomparsi dentro il buio”. Come é nato questo libro? Parlaci del libro
“Sono occhi scomparsi dentro il buio” è un percorso all’ interno dell’identità femminile attraverso l’attualità ed i fatti recenti nel nostro paese e nel mondo arabo dove la donna combatte ancora con la propria immagine. La poesia del titolo trae spunto dalle leggi ancora in vigore in alcuni paesi che impongono appunto il velo, costringendo bambine e giovani a trascorrere la loro vita al “buio”. Il velo diventa così il simbolo di una situazione di stallo ma assurge anche a vessillo di una ribellione già in atto che mira al cambiamento in una società patriarcale. Il percorso poetico di questa mia silloge tocca tante tematiche attuali e sociali e mira ad un riscatto finale che riesca a sciogliere catene e a far crollare
muri.


3)  Hai pubblicato altri libri.  Puoi utilizzare al massimo trenta parole per parlare di ogni tua pubblicazione. Inserisci il titolo e completa la descrizione con trenta parole.
Nelle due sillogi “Le Ali ai Piedi” e “Il faro” ho raccolto pensieri e sensazioni che
vivevano dentro di me da tempo e che avevano già trovato espressione in poesie
indirizzate alle persone che amavo o toccavano orizzonti e cose a me familiari, come ne “Il faro”. La scrittura si trovava così ad esplorare la dimensione della luce, punto d’arrivo del percorso di un runner ma anche orientamento per i naviganti.
Il tempo è stata poi la tematica che mi ha affascinato ne “Il Silenzio del Tempo”, come se quest’ultimo potesse parlarci e aiutarci, ma il tempo esercita il proprio diritto al silenzio. Il mare domina la mia quarta silloge “Sono una Barca”, un mare che si tocca con mano attraverso suoni e parole. Un “Mare Nostrum” spesso teatro di eventi tragici in cui vera protagonista è l’umanità sofferente del nostro tempo. Un mare che si mescola a gioie e colori, tragedie e forti passioni. “Come una libellula” segue il filo ininterrotto di un volo, verso il cielo o fino in fondo al mare abitato da creature fantastiche. I testi, dedicati a mia figlia, mirano a “toccare il cielo/dove vivono i sogni”. E plana stanca sulla riva” custodisce il segreto del mare e del suo mistero, in una sospensione esistenzialista dell’“essere”, come il Virgilio dantesco che si colloca tra “color che son sospesi”.
“Le donne lo dicono” è stata la mia prima opera di narrativa: Dodici racconti, dodici storie di donne, dodici contesti diversi in cui dominano autonomia, indipendenza, insoddisfazione, violenza e desiderio di riscatto al femminile. Il mio primo romanzo “Dove gli angeli camminano di notte”, infine, si ambienta in una
fase storica post emergenza pandemica e alterna stili narrativi con frequenti flashback nel passato in una Palermo che compare solo di riflesso nel fluire della coscienza della protagonista.


4) Copia ed incolla una tua poesia e parlaci del testo e del suo messaggio.
La mia terra profuma ancora di viole
(Dedicato a Franca Viola)
Sono venuta qui, dove la terra
sposa la luce trasparente dell’aurora
e caldi abbracci vestono i ricordi
di cielo e mare e corse all’infinito.
Sono venuta qui, come Proserpina
giocando con le onde a primavera,
ignara del destino preparato nella notte,
nel regno buio odiato pure dagli dei.
Sono venuta qui e ho visto metamorfosi
di mani e di violenza cieca e bruta
e donne calarsi nelle vesti senza amore
e giorni rincorrersi nel sangue dell’oblio.
Sono arrivata mentre ogni gesto
perdeva profumo ed innocenza
e mille volti oscuri e sconosciuti
spingevano carezze sulla pelle.
Sono rimasta sola ad aspettare
la fine di una storia non voluta
mentre una sorda ribellione
cresceva nelle vene palpitanti.
E adesso sono cristallo di fanciulla
senza sogni, crisalide che attende
la sua forma, tra odori accecanti
e fiori appassiti nel giardino.
Ma la speranza profuma ancora
di viole delicate tra le erbacce
e la mia terra ha i colori della sera
dentro i miei occhi dischiusi di bambina.


Questa poesia è dedicata a Franca Viola e riveste un ruolo molto importante tra le mie opere per ciò che tale figura rappresenta per tutte le donne. Franca Viola è stata infatti la prima a rifiutare nel 1966 il matrimonio riparatore che avrebbe cancellato il reato di violenza del suo stupratore, contribuendo con la sua decisione a cambiare il Codice Penale: un punto di svolta storico. Il titolo gioca con il doppio significato della parola “Viola”, un fiore che continua ancora oggi a moltiplicarsi in altre “viole”, come se quel gesto avesse il potere di amplificarsi negli anni attraverso altre vite grazie al suo simbolico profumo. Lo sguardo del lettore rimane inchiodato allo scontro tra regno del cielo e del mare, luce e buio, con riferimenti volutamente mitologici alla vicenda di Proserpina. La “sorda ribellione” cresce con il lettore che empatizza con la protagonista in una Sicilia
“dove la terra sposa la luce trasparente dell’aurora”.
 

5) Qual é il tuo paese di origine ? Se dovessi farmi da guida turistica e ti chiedessi di visitare un solo luogo del tuo paese , dove mi porteresti e perché.
Sono siciliana, in particolare di Palermo che amo con i suoi difetti e le sue evidenti
contraddizioni. E’ difficile scegliere un solo luogo di una città ricca di attrattive, sia
artistiche che paesaggistiche. Dovendo però fare una selezione, Domenico, penso che ti porterei subito al centro, in corso Vittorio Emanuele, per cominciare la visita di un’area che è stata inclusa tra i siti patrimonio dell’Unesco. Ti porterei quindi in Cattedrale, dove riposa il grande Federico II, il nostro stupor mundi, a Villa Bonanno, dove sorsero i primi insediamenti fenici, al Palazzo Reale, sede del Parlamento più antico d’Europa e finirei scendendo il corso fino al mare con il nostro spettacolare Foro Italico. Capiresti così che la tua visita a Palermo deve necessariamente prolungarsi perché il materiale da apprezzare è davvero tanto.


6) Facciamo un piccolo giochino per conoscerci meglio. Qual è il colore , l’animale ed il piatto tipico della cucina della tua terra che ti rappresentano di più ? Spiega anche i motivi
Il colore della mia terra che più mi rappresenta è l’azzurro del cielo e del mare che ti accompagna sempre, in qualsiasi stagione dell’anno.

L’animale è l’Aquila: la trovi in qualsiasi stemma che sia associato a Palermo, un animale forte, violento e protettivo insieme.

Il piatto, poi, è un bel panino con le “panelle”, frittelle di farina di ceci in mezzo al
pane, una vera delizia.


7) Cosa possiamo fare per avvicinare i giovani ai racconti ed alla lettura dei libri? ‘
Questo è davvero molto difficile, ma non impossibile. Si legge sempre di meno,
sicuramente per colpa della tecnologia che ha rimpiazzato quasi completamente la fruizione cartacea del testo a favore della digitalizzazione. Le giovani generazioni possono comunque essere continuamente stimolate alla lettura, esortandole ad esempio a leggere ciò che a loro piace di più senza imporre generi o testi solo perché facenti parte di un programma prestabilito. I programmi, i classici vanno sicuramente proposti e studiati ma credo sia sbagliato consigliar loro una lista di autori noti da leggere durante il loro tempo libero. Così facendo si uccide la loro voglia di leggere. Un altro errore è pretendere che memorizzino interpretazioni di opere letterarie che non hanno elaborato loro per primi. È un difetto della scuola italiana che non esiste, ad esempio, nel mondo anglosassone, dove gli studenti leggono dei testi integrali e non antologici e ne discutono insieme in dibattiti organizzati ad hoc. L’amore per la poesia, infine, è l’ostacolo più grande da superare. Si può sempre far capire loro che le canzoni che tanto amano e ascoltano, sia in italiano che in inglese, altro non sono se non versi ed espressione lirica trasformata e adattata in musica.


8) Hai ottenuto tanti riconoscimenti in giro per l’Italia ed hai onorato tante giurie con la tua presenza. Prova a spiegare quanto e’ importante partecipare alle cerimonie di Premiazione.
Ti ringrazio Domenico ma in realtà l’onore è stato solo mio. Vedere le mie opere
selezionate in tanti Concorsi Letterari è stata una gioia ma anche una vera opportunità di confronto e di crescita. Ciò non sarebbe stato possibile se non avessi scelto di partecipare alle Cerimonie di Premiazione spostandomi dalla mia Palermo e affrontando ovviamente spese non indifferenti. A volte non ho partecipato, per sovrapposizione con altri eventi o motivi di lavoro, ma ho comunque seguito a distanza e tramite amici poeti che mi hanno rappresentato. Questo è forse il vantaggio più grande di una Cerimonia di Premiazione:
conoscere tanti altri artisti e stabilire una rete di affinità che riempie il cuore e arricchisce l’animo con tanti bei momenti da ricordare.


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